MELFI, «BOCCA ASCIUTTA E SPORCO DI SANGUE»

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Partita della legalità truccata a Melfi con tre politici amministratori “comprati”, di cui uno con una “settantina di voti”, e un dirigente tecnico, “acquistato” con una mazzetta di 500 euro e dei lavori di rifacimento dei balconi di casa, che giocavano tutti per far vincere con affidamenti “illeciti” e per lo più in forma diretta, il gruppo degli imprenditori amici e dei professionisti, geometri e architetti, “cari” all’amministrazione comunale. Come diceva il dirigente comunale Moscaritolo, sottoposto agli arresti domiciliari: “Sporco di sangue e bocca asciutta”. “Scarsa trasparenza e logiche chiaramente di tipo clientelare” sono tratti emergenti dalle carte dell’inchiesta della Procura di Potenza sulle modalità di gestione della cosa pubblica a Melfi. Il sindaco, nonchè segretario regionale del Psi Valvano, che si faceva scrivere ridendo, come si sente nelle intercettazioni, l’appalto da oltre 100mila euro, dall’imprenditore che doveva vincerlo e che poi lo ha vinto, e il presidente del Consiglio comunale, Luigi Simonetti, eletto col Pd e sotto scacco dell’imprenditore Ferrieri per quei 70 voti che gli avevano permesso alle amministrative di “fare primo”, hanno il divieto di dimora a Melfi. In tutto 17 indagati e 16 capi di imputazione. Tra cui uno vede simultaneamente coinvolti in corcorso Valvano, il dirigente Moscaritolo, Simonetti e l’assessore Di Chio. L’accusa riguarda l’affidamento del  “Servizio di noleggio, installazione, manutenzione e smontaggio delle luminarie natalizie”, per un importo di 109mila e 950 euro. Almeno tre gli incarichi professionali, per l’accusa illegittimi, tutti per lavori di progettazione, tra cui quelli per la riqualificazione di piazza Umberto I e di piazza D’Addezio e per la riqualificazione delle mura storiche di Melfi, affidati a Di Vito, Galluccio e Mongelli. Una decina, invece, gli appalti pubblici finiti nel mirino dell’inchiesta. Dalla manutenzione stradale, ai bagni pubblici e alle strisce pedonali, fino all’illuminazione urbana, nonchè la gara per le luminarie di Natale, e altro ancora, sono svariate le tipologie di lavori che venivano affidati “illegittimamente” alla cricca degli imprenditori amici. Si va da cifre superiori ai centomila euro, come l’appalto da 150mila euro  per “lavori dì manutenzione ed adeguamento delle strade urbane – Lotto, via Montale Piano della Giostra”, aggiudicati in favore di Giovanni Battista Morena, a quelli affidati in forma diretta, con importi più bassi, ma comunque redditizi. Tra cui quello per la bonifica del sito Melfi-Zona 167, di 15mila e 749 euro euro, che però in soli dieci giorni, dal 17 al 28 novembre 2016, grazie alla presentazione di una perizia di variante poi approvata avevano aumentato il valore di 6mila euro.

Il sindaco di Melfi Livio Valvano nei cui confronti gli inquirenti del capoluogo oltre a sottolineare che «la valutazione della sua personalità non può essere positiva», evidenziano come «è impensabile ritenere

che egli non fosse pienamente consapevole», anche perchè in alcuni casi è direttamente coinvolto, dei magheggi su appalti, affidamenti diretti dei lavori, nonchè incarichi a professionisti, che venivano op-

portunatamente «pilotati» o cuciti «su misura» in favore del la cricca degli amici.

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Ferdinando Moliterni

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