La denuncia di Bartolo: “Tanti dovrebbero conoscere le sevizie subite dalle donne migranti”

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Donne in un lager libico

La denuncia di Bartolo: “Tanti dovrebbero conoscere le sevizie subite dalle donne migranti”

FONTE: globalist – 3 giugno 2019

Il medico di Lampedusa ora europarlamentare in quota Demos (nella lista del Pd): “Quando ho aperto i sacchi con dentro i morti ho pianto, altri volte mi sono sentito male” Tutti dovrebbero sapere e conoscere l’orrore, perché la morte e la sofferenza non sono un videogame o qualcosa su cui parlare a vanvera.

“Quando apro i sacchi con la cerniera che contengono i corpi dei migranti ho paura, quante volte ho pianto e ho vomitato. Nella nave naufragata nell’ottobre 2013, a soli 300 metri dalla costa, dove morirono 368 persone, ricordo tanti bambini vestiti a festa, nessuno si salvò. Ma dopo la notizia di quella tragedia, che fece il giro del mondo, nessuno più si indigna”. Sono le parole del dottor Pietro Bartolo, che in 28 anni ha soccorso 350mila migranti come medico del poliambulatorio di Lampedusa, intervenendo ad Arezzo, nel campus universitario, in occasione del Festival dell’educazione.

“Nessuno parla di ciò che viene fatto alle donne, considerate niente: tutte vengono stuprate, molte arrivano incinte, molte altre vengono sottoposte alle torture ormonali perché non devono rimanere incinte ma finire subito sfruttate nel mercato della prostituzione e non andare a fare le badanti o le baby-sitter come è stato loro promesso – ha detto Bartolo, neo parlamentare europeo eletto con il Pd – Ormai passa tutto nell’indifferenza totale e quello che succede nell’isola non lo sa nessuno. A volte mi sento inutile, impotente ma sono un privilegiato ad avere avuto la fortuna di incontrare queste persone”.

Incontrando gli studenti universitari e delle scuole superiori aretine, Bartolo ha sostenuto che “tutti devono sapere cosa succede ai migranti. Per questo da tre anni vado in giro per raccontare, soprattutto ai giovani, la verità: ho fatto tante interviste ma non è bastato, allora ho convinto Gianfranco Rosi a fare un film, “Fuocoammare” definito dalla critica un ‘pugno nello stomaco’, ma non è bastato, ho scritto un primo libro dove ho raccontato le vite queste persone come noi, ma neppure questo è bastato, allora ho fatto un altro film che è stato addirittura censurato e un nuovo libro, “Le stelle di Lampedusa”  sperando che le storie dei bambini migranti, che vi ho raccontato, servissero, ma niente. Per questo, alla fine ho deciso di entrare in politica”

il COMMENTO a Caldo di Giovanna Bellizzi

Non capirò mai come si possa professare amore cristiano e poi sostenere politicamente chi, con scelte scellerate, disumane e illegittime, impedisce il soccorso in mare dei migranti. In questo, forse, ha ragione Papa Francesco quando parla di cristiani ipocriti, pronti a farsi fotografare con il rosario in mare salvo poi decidere che c’è chi non merita di sfuggire alla fame, alle violenze e all’orrore. Ipocriti.

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