FORESTALI, CANTIERI ANCORA IN ALTO MARE

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Precarietà, incertezza nel raggiungere le 151 giornate lavorative, assenza di una calendarizzazione e di programmazione. Sono solo alcune delle criticità che hanno spinto un folto gruppo di braccianti agricoli forestali a protestare sotto gli uffici regionali con i sindacati di categoria. Un anno fa i lavoratori sono passati alle dipendenze delle Comunità montane e del Consorzio di Bonifica. Esasperati e stanchi di una situazione che continua ormai da anni, i lavoratori, per lo più donne e madri di famiglia, hanno levato un unica voce sulle difficoltà nel ritardo di apertura dei cantieri e quindi il dramma di conquistare le tanto agognate giornate lavorative.

La loro prima richiesta: una data certa per la ripartenza dei cantieri. A lavoro per ora solo i colleghi delle Vie Blu, circa 600 persone, mentre per gli altri operai oltre 4000 mila si era parlato dell’avvio dei cantieri a inizio giugno ma a oggi nessuna notizia. Tra le loro richieste avere anche le spettanze arretrate, fino a due mensilità. Infine, chiedere agli organi competenti maggiori risorse da destinare a un progetto solido che li faccia uscire dalla precarietà. Su questo tema ora si attende una risposta dalla Regione e dal governatore Bardi.

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Maria Fedota

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