QUARTO GRADO, OMICIDIO DI MARCO VANNINI, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: DAVIDE VANNICOLA HA DETTO CHE FU LUI A PENSARE CHE POTESSE ESSERE STATO FEDERICO A SPARARE, NON CHE FU IZZO A DIRGLIELO

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CRIMINOLOGA URSULA FRANCO

QUARTO GRADO, OMICIDIO DI MARCO VANNINI, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: DAVIDE VANNICOLA HA DETTO CHE FU LUI A PENSARE CHE POTESSE ESSERE STATO FEDERICO A SPARARE, NON CHE FU IZZO A DIRGLIELO

La criminologa Ursula Franco ha esaminato in ESCLUSIVA per CRONACHE LUCANE stralci dell’intervista rilasciata da Davide Vannicola a Quarto Grado.

DAVIDE VANNICOLA

Davide Vannicola: Mi ha dettoooo: “Ti ricordi la questione eee… eee… ?”.

Vannicola sta riferendo le parole che, a suo dire, avrebbe pronunciato l’ex maresciallo Izzo.

Moglie di Vannicola: No: “Ti ricordi quella persona che ti ho…”.

La moglie di Vannicola interviene per suggerire.

Davide Vannicola:

“Quella persona che ti ho presentato?”.
Dico…: “Cioè?”.
Diceee: “Quello dei servizi segreti”.
Ah, dico: “Sì, il Ciontoli, quello che sta in quella vicenda”- dico- “in quella vicenda del Vannini”.
“Sì”.
“E allora?”.
Dice: “La sera stessa cheee… che Marco è morto mi ha chiamato, mi fa: A Robe’ è successo un guaio grosso, la mia famiglia ha fatto un guaio grosso, insomma, c’è… c’è mio genero nella vasca da bagnooo, un colpo di pistola eee… mi devi aiuta’”.

Quando un soggetto parla e riferisce il vero, si esprime in economia di parole. Vannicola si dilunga in un inutile racconto che somiglia ad un copione, un copione che sua moglie conosce a memoria tanto da ritagliarsi il ruolo di suggeritore. Peraltro, nel racconto di Vannicola non c’è nulla di nuovo rispetto a ciò che è agli atti del procedimento.

Vannicola avrebbe potuto semplicemente dire: “Izzo mi disse che Antonio Ciontoli lo aveva chiamato chiedendogli aiuto dopo che era stato esploso il colpo”, senza infiocchettare il racconto, 18 parole contro le sue 88. Perché Vannicola ha allungato il brodo? Per ansia di protagonismo e per fornire materiale di supporto ai voli pindarici di chi lo intervista.

Davide Vannicola: Andando avanti, poi ho capito che è stato Federico, insomma, perché me l’ha fatto capire lui.

Si noti che Vannicola riferisce che fu lui a pensare che potesse essere stato Federico a sparare, non che fu Izzo a dirglielo.

Giornalista: Lei sta dicendo una cosa importante, a sparare è stato Federico Ciontoli e io lo so perché me lo ha detto il maresciallo dei carabinieri di Ladispoli.

La giornalista interpreta le parole di Davide Vannicola traendo una conclusione errata: Vannicola non ha detto che il maresciallo dei carabinieri di Ladispoli gli avrebbe detto che a sparare fu Federico Ciontoli.

Aggiungo che, se anche l’ex maresciallo Izzo avesse riferito a Vannicola di avere dubbi sull’identità dello sparatore, le indagini hanno appurato che fu Antonio Ciontoli a sparare. Peraltro, Roberto Izzo ha riferito ad una giornalista di Quarto Grado che, a suo avviso, i Ciontoli non mentirono quella sera sull’identità dello sparatore perché glielo riferirono, senza il timore di venir smentiti, prima che Marco morisse, un’inferenza logica supportata dalle risultanze investigative.

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