BARDI: PROMESSE E BUONI PROPOSITI

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Dalla campagna elettorale alle azioni pratiche di governo è cominciata in concomitanza con la Parata dei Turchi a Potenza la fase operativa della legislatura Bardi. Il governo del «cambiamento, ha specificato il presidente della Regione durante la lettura in Consiglio regionale della relazione programmatica, non sarà quello della «rivoluzione». Su certe tematiche, però, come la ristrutturazione burocratica dell’Ente ciò che è stato annunciato prospetta un vero stravolgimento degli apparati amministrativi, tanto che per alcune particolari modifiche bisognerà riformare lo Statuto regionale. Dall’aumento del 50% dello stipendio al capo di Gabinetto, all’aumento fino a 50 unità, dalle nove impiegate nell’Ufficio di presidenza da Pittella, passando per il declassamento a uffici di Dipartimenti quali quello della Stazione unica appaltante (SuaRB), finendo all’istituzione dei sottosegretari alla presidenza di Giunta sono molti i segnali ambigui che a seconda della prospettiva di analisi destano anche allarmi concreti. Ad ogni modo la relazione programmatica di Bardi ha delineato, almeno a parole, alcuni rilevanti elementi di rottura con la governance Pittella. Ciò a partire dei temi ambientali. Sulle energie rinnovabili, materia calda per le dinamiche lucane,  Bardi ha subito promesso: «Stop all’eolico selvaggio». Per le estrazioni petrolifere, invece, il governatore non ha voluto alimentare i sogni degli ambientalisti: «Sostenerne il blocco è impraticabile». Ma su controlli e introiti ha rassicurato: «Blindare il rispetto dei patti già stabiliti e rinegoziare i termini rappresenta la vera priorità, è necessaria una diversa contrattazione delle royalties». Anche il Generale ha cominciato a cimentarsi con «l’ammodernamento della Potenza-Melfi», nonchè con quello della «Potenza-Bari» ed anche, per non farsi mancare nulla in tema di arterie viarie, con la ristrutturazione, «dopo anni di onorato servizio», ha detto, della Basentana. Bardi, inoltre, valuterà col Governo nazionale l’opportunità o meno della partecipazione, così come lo è allo stato attuale, della Regione Basilicata nella società Aeroporto Pontecagnano. Ma se il Generale è dubbioso in tema aerei sul versante campano, non lo è parimenti sul fronte lucano.L’aeroporto di Pisticci lo stuzzica, o meglio stuzzica, come dimenticare la sua promessa in terra lucana durante la campagna elettorale, il leader nazionale di FI: Silvio Berlusconi. «Ritengo indispensabile – ha affermato Bardi – l’apertura al traffico aereo dello scalo di Pisticci. Per il resto i punti programmatici da un governo all’altro rimangono sempre gli stessi. Bisognerà vedere come e se davvero Bardi riuscirà a intervenire concretamente.

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Ferdinando Moliterni

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