ODISSEA “WESTAR”: LA FABBRICA CHE NON C’È

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Oltre 5 miliardi di lire per la fabbrica, della Westar Plast, che a Viggiano non c’èpiù cinque sentenze tra quelle emesse tra Tar e Consiglio di Stato e la verità ancora non si sa. Per questo adesso i massimi giudici amministrativi italiani, concordando con il Tar di Basilicata, hanno deciso che ci sarà un nuovo processo, ma dinanzi al giudice ordinario del Tribunale civile. Per il momento i soldi, circa 2milioni e 800mila euro, rimarranno bloccati al Ministero dello Sviluppo economico e la fabbrica che avrebbe dovuto produrre articoli in materie plastiche rimarrà un progetto su carta. Nel luglio del 1989 la Westar Plast presentò il piano industriale al Mism che nel 1993 concesse il contributo in base alla legge finalizzata all’agevolazione dell’avvio di nuove imprese al Sud e in Basilicata costituite prevalentemente da giovani. Ma nel luglio del 2003, venne revocata la concessione del finanziamento poichè «la società beneficiaria non aveva mai avviato gli investimenti nè sottoscritto l’atto di adesione ed obbligo». Di qui il ricorso della Westar Plast al Tar lucano che nel 2009 lo respinse. Favorevole, invece, risultò, nel 2013, l’impugnazione dinanzi al Consiglio di Stato che accolse in parte il ricorso perchè il blocco degli oltre 5 miliardi di lire era «viziato sotto il profilo motivazionale». Invitalia però nel 2015 ha emanato sì un nuovo provvedimento, ma sempre di revoca. Ricontestando come violazioni: «il mancato avvio del programma degli investimenti ammesso alle agevolazioni entro il termine di 6 mesi dal 1993» e la «mancata sottoscrizione dell’atto di adesione e d’obbligo». 2016: nuova sentenza del Consiglio di Stato. Ancora una volta respinto il ricorso della Westar Plast contro l’ultronea revoca del finanziamento e causa rispedita, per giudizio nel merito delle contestazioni, al Tar di Basilicata. Dove i giudici ricevuta per l’ennesima volta la pratica Westar Plast, per via di un cavillo non si sono ripronunciati. Rimandando il tutto al giudice ordinario. Perchè a fondamento della revoca “bis”, erano stati posti «fatti di inadempimento» tali che «secondo i criteri di riparto, puntualmente richiamati in motivazione, la giurisdizione spettava al giudice ordinario». Altra causa della Westar Plast al Consiglio di Stato che ha definitivamente stabilito che il nuovo processo sarà civile. Per il momento gli oltre 2 milioni di euro rimangono dove stanno, nelle casse del Ministero dello Sviluppo economico. Potenzialmente a Viggiano da 30anni c’è una fabbrica di prodotti in plastica, chissà mai se dalla carta alla realtà nascerà per davvero. Dipenderà tutto dalla sesta sentenza sul caso Waster Plast in Basilicata

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Ferdinando Moliterni

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