COVA, ARRESTI VERTICI ENI: LA PROCURA HA VINTO

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Petrolgate2: per il Tribunale del Riesame di Potenza, ad aprile, il Gip Ida Iura poteva disporre gli arresti domiciliari non solo per Enrico Trovato, ma anche per gli altri due dirigenti Eni Ruggero Gheller e Andrea Palma. Il Riesame del capoluogo ha accolto il ricorso della Procura di Potenza, discusso in udienza dal pm Laura Triassi, che ha insistito nel reiterare la richiesta della misura cautelare per Gheller, responsabile del Distretto meridionale dell’Eni dall’ottobre 2011 al settembre 2014, e per Palma (operation manager del Distretto meridionale dell’Eni da febbraio 2011 a luglio 2013. I due vertici della multinazionale del petrolio però, a differenza di Trovato, non sono ancora stati arrestati. Le difese hanno dieci giorni per fare ricorso in Cassazione e l’ordinanza diverrà esecutiva solo dopo ulteriore verdetto degli ermellini. L’inchiesta, con 13 indagati, riguarda il presunto il disastro ambientale al Centro oli Cova di Viggiano, ai quali per l’accusa hanno concorso anche Gheller e Palma, accertato ufficialmente solo l’l1 febbraio 2017. Per gli inquirenti della Procura di Potenza il disastro ambientale al Cova di Viggiano è stato causato «da uno stillicidio di greggio provocato dal difetto di contenimento di tutti e quattro i serbatoi del Centro Olio, tutti interessati da fenomeni rilevantissimi di corrosione del fondo, noti, persino studiati e volutamente ignorati dai vertici aziendali nonostante la gravità delle possibili conseguenze»

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Ferdinando Moliterni

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