Le Cronache Lucane

CASO DIRIGENTI, LUCANI INDIGNATI

Regione, per i pittelliani richiesti dall’assessore Cupparo è rabbia social

L’indiscrezione politica riportata da Cronache Lucane sulle manovre dell’assessore regionale Cupparo che vuole portare nel Dipartimento attività produttive, lavoro e sport gli uomini di Pittella ha sollevato un polverone di polemiche social. «Essendo lui un fedelissimo di Pittella che si aspettavano…», e ancora: «Il patto del Nazareno continua anche da noi, complimenti a chi li ha votati, il marcio che avanza!». Commenti del tenore di quelli riportati sono stati postati sui profili social di Cronache Lucane. La “grigia” genealogia dell’amministrazione della legislatura del governatore Bardi sta ampliando i timori che si tratti di un Pittella bis velato. Come se in Regione ci fosse un segreto di fabbricazione abilmente celato grazie a giochi di prestigio che alla fine dà sempre lo stesso risultato: la perpretazione di un certo “welfare politico” indipendentemente da chi siano i decisori. Cupparo, già Bardi all’ultimo ha evitato di cadere sull’incompatibilità, ovvero inopportunità politica, di dargli le deleghe alle Infrastrutture, essendo il già sindaco di Francavilla imprenditore nel settore edile-stradale, vorrebbe conferire l’incarico di dirigente del Dipartimento connesso all’assessorato che presiede ad Antonio Bernardo di Sant’Arcangelo. «Uomini esperti giustamente» è stato ironicamente commentato sui social, accompagnato da un «che vergogna». Bernardo ha ricoperto, dall’inizio del governo Pittella, il ruolo di dirigente dell’Autorità di gestione dei programmi operativi Fesr Basilicata. Ha gestito i fondi inviati dall’Europa in Basilicata. Il piano B di Cupparo, se Bernardo non va, si chiama sempre Pittella. O meglio uno dei dirigenti dell’ex governatore. E questo ha dato adito a ulteriore scandalo, considerando poi che la coalizione è di centrodestra e l’assessore è di Forza Italia. L’alternativa proprosta da Cupparo è Gerardo Travaglio. Il quale venne messo da Pittella nel Dipartimento della Presidenza all’ufficio risorse umane. «Ecco il cambiamento voluto dai Lucani… Se ci chiamano masochisti un motivo c’è», proseguono i commenti social. «Pronti alla mobilitazione – ha commentato un altro internauta – se ne andasse da dove è venuto… questi personaggi sono il male della Basilicata». I clamorosi ritorni o le eclatanti riconforme dei “pittelliani” in posizioni apicali e dirigenziali potrebbero non finire qui. Per dirla come postato sui social: «Ci saranno molte sorprese viva la Lucania». Più chiaro ancora: «Tomasi di Lampedusa non ha mai sbagliato». Di conseguenza tutto cambia perché nulla cambi, c’è un vestito nuovo, se i rumors dovessero trovare conferma, per modalità gestionali già note.

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Ferdinando Moliterni

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