SANT’ANGELO LE FRATTE, VIDEO SHOW DEL SINDACO

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Oltre ad essere uno e trino e con la spada di Damocle della Severino che gli pende sul capo, Laurino sindaco uscente di Sant’Angelo Le Fratte, ricandidatosi alla ricerca di una nuova conferma, è anche nervoso. Con toni sprezzanti commenta gli articoli di Cronache Lucane sulla vicenda del presunto albergo abusivo in costruzione nel Comune da Laurino amministrato, e quelli sull’inchiesta della Procura di Potenza e sul procedimento preliminare pendente dinanzi al Gup del capoluogo, il 28 maggio l’udienza sull’eventuale rinvio a giudizio del sindaco uscente. Gli articoli hanno rappresentato tema caldo del comizio elettorale del primo cittadino indagato. Oltre Laurino  sono indagate altre 19 persone, tra cui tutto il Consiglio comunale (inclusa l’opposizione) di questa e della precedente legislatura. Laurino teme di passare in soli due giorni dall’entusiasmo dell’investitura popolare a sindaco di Sant’Angelo Le Fratte, sarebbe per lui una riconferma, alla doccia fredda giudiziaria del rinvio a giudizio perchè le prove raccolte confermano la necessità di procedere con un processo. Laurino così si è mostrato irrequieto e borioso, accoppiata non proprio delle migliori per prendere parola in pubblico. Con sdegno Laurino ha parlato dell’informazione e della magistratura. Laurino ha finanche coniato un nuovo paradigma etico-politico affermando «rispetteremo a chi ha avuto una condanna, non cadiamo negli errori della giustizia». Va ricordato che nella lista “Continuità per il futuro”, che è composta, Laurino compreso, da undici candidati, la metà sono indagati. Oltre al citato primo cittadino di Sant’Angelo Le Fratte compaiono anche Antonietta e Vincenzo Ostuni, Franco Fiscella e Daniele Mastroroberti.  Tornando a Laurino, il sindaco era in vena di massime. Perchè ha fatto intendere che la sua morale è al di sopra della legge. «Ammesso che non c’era la condizione», ha detto riferendosi ai termini di legge per i quali non si poteva, secondo gli inquirenti, permettere di costruire l’albergo alle condizioni in cui ciò è avvenuto, «si qua amma fa cresc u territori» ha aggiunto «me ne assumo la responsabilità», del reato si intende (ndr). Laurino pare parlare da una Repubblica indipendente casualmente sita in territorio lucano e italiano. Laurino nell’inchiesta della Procura sull’albergo, il cui cantiere è stato posto sotto sequestro, compare nella sua triplice veste di primo cittadino, responsabile comunale dell’Ufficio area tecnica e imprenditore. Proprio quest’ultima qualifica aggiunge al profilo penale della presunta violazione della legge in ambito edilizio sotto vari aspetti, quello del conflitto di interessi che grava sul sindaco. La famiglia imprenditoriale coinvolta è nota a Laurino. Il « conflitto d’interessi
» , così come ha sancito anche la Cassazione confermando il sequestro del cantiere, tra Laurino e i Santonicola c’era.

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Ferdinando Moliterni

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