CUPPARO SHOCK: VUOLE GLI UOMINI DI PITTELLA

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Il problema è ancora lui: l’assessore Cupparo. Al suo Dipartimento vuole gli uomini di Pittella. Così in Regione il “nuovo” ha aperto le porte di accesso della fortezza al “vecchio” per farlo avanzare sul ponte levatoio al fine di permettergli il ritorno al comando seppur sotto diversi governanti. Da Pittella e predecessori del centrosinistra al presidente Bardi potrebbe non cambiare nulla. Eppure si tratta di due facce di una medaglia politica, centrosinistra e centrodestra, che invece di essere differenti, sembrano quasi coincidenti. Quando una moneta ha entrambi i lati uguali, è palesemente falsa. La valuta che sta per essere coniata in questo avvio di nuova legislatura di facce uguali ne potrebbe avere di plurime e in misura superiore a due. Tante quante sono le figure apicali e dirigenziali che stanno per tornare chi sulla stessa poltrona, chi su un’altra, in Regione. Il primo nome è: Antonio Bernardo. Il quale ha ricoperto, nel governo Pittella, il ruolo di dirigente dell’Autorità di gestione dei programmi operativi Fesr Basilicata. Dal suo ufficio sono passati i fondi che l’Europa ha inviato in Basilicata per lo sviluppo regionale. Il secondo nome, invece, è Gerardo Travaglio, messo da Pittella nel Dipartimento della Presidenza all’ufficio risorse umane. In Basilicata è come se esistesse un welfare politico che ha lo scopo di garantire le perpetrazione di un certo potere indipendentemente dai vertici decisionali che si alternano, e che dovrebbero anche essere confliggenti. Come nel caso di Pittella e Bardi. Per i dirigenti di Pittella, Antonio Bernardo e Gerardo Travaglio, il bypass per tornare in Regione corrisponde al nome del neo assessore alle Attività produttive, lavoro e sport, Franco Cupparo di Forza Italia. Si sta rivelando lui, il già sindaco di Francavilla sul Sinni, nonchè imprenditore nel settore edile-stradale con la C&P uno dei tasti dolenti del governo Bardi. Dopo il cambio nomina all’ultimo, per via dell’incompatibilità, ovvero inopportunità politica, alle Infrastrutture e Mobilità, connessa al presunto “conflitto di interessi”, sembra che l’ultronea “polpetta avvelentata” per il governatore Bardi verrà preparata proprio nelle cucine Cupparo. Cupparo vorrebbe conferire l’incarico di dirigente del Dipartimento connesso al suo assessorato ad Antonio Bernardo di Sant’Arcangelo. C’è chi dice che il rapporto tra Bernardo e Cupparo si sia consolidato sotto la gestione Pittella per via di quei fondi europei che sono confluiti anche nelle casse comunali di Francavilla sul Sinni nell’amministrazione dell’attuale assessore regionale. Ci potrebbe essere, però, un problema tra Cupparo e Bernardo di incompatibilità, ovvero di inopportunità politica. Ciò anche per via del rapporto durante e per la gestione dei fondi europei. A parti, riguardo ai ruoli decisionali, inverse, gli attori sarebbero sempre gli stessi: Cupparo e Bernardo. Per questi e altri motivi, sarebbe già pronta l’alternativa. Non è detto che il piano descritto si concretizzi e allora ecco che il “serbatoio” Pittella ridiventa il lago nel quale gettare l’amo per pescarne un altro, di dirigente. In via principale Cupparo chiede a Bardi di approvare Bernardo, in via subordinata Travaglio. La cui moglie, tra le altre cose, è stata candidata alle ultime comunali di Latronico, due anni fa, nella lista a cui Pittella ha contribuito a formare per la vittoria del centrosinista. Travaglio, l’altro dirigente, il piano B, l’altra faccia della medaglia. Sarà.  E’ come assistere all’alba del vecchio mondo.

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Ferdinando Moliterni

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