PALINE DELL’INFO MOBILITÀ, IL COMUNE AVEVA TORTO

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Il Comune di Potenza sulle paline dell’info mobilità aveva torto. A sostenerlo il Ctu, che ha certificato che quelle 80 paline installate nelle vie del capoluogo nel 2017, senza mai funzionare, rispondo ai requisiti tecnici previsti dal bando di gara. E cosi oltre al danno la beffa. Non solo il servizio che prevedeva una mobilità alternativa non è mai partito ma il Comune ora dovrà pagare alla Bbs, l’azienda che si era aggiudicata l’appalto, oltre al milione e trecento mila euro che le spettava per il servizio svolto anche un risarcimento danni di qualche centinai di milioni e, a meno che non si decida di andare in transazione, dovrà affrontare anche una causa per danni che l’azienda bresciana potrebbe intentare. La vicenda è ormai nota. Da un lato c’era l’amministrazione comunale che dopo aver provato per quasi un anno a far partire il servizio senza mai riuscirci con tanto di perizia tecnica aveva sempre sostenuto che le paline erano inutilizzabili. Dall’altro lato l’azienda bresciana che più volte aveva sostenuto che non solo il materiale fornito al Comune era di ottima qualità ma che la mancanza del servizio era dovuto al fatto che proprio il Comune aveva deciso di montare le paline in zone dove era difficile far arrivare la corrente elettrica. E così il Comune impugna la gara e mantiene la caparra, ma la Bbs non ci sta e si rivolge al tribunale di Potenza che a sua volta nomina un Ctu che per mesi ha esaminato le paline giungendo alla conclusione che la colpa è solo in capo all’amministrazione comunale e non all’azienda. Appurato chi è il colpevole sarebbe altrettanto carino sapere ora cosa ne sarà di quelle 80 paline installate che si ergono a monumenti cittadini senza svolgere la loro vera funzione, agevolare il servizio di trasporto cittadino

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Maria Fedota

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