L’UOMO CHE “FERMO'” IL MERAVIGLIOSO HAGLER

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Ama fiori e piante, ha una impresa che allestisce  giardini, arte che ha imparato dal padre. Il suo volto è noto, ha partecipato al Padrino parte terza di Francis Ford Coppola, a Quei bravi ragazzi  di Martin Scorsese, ai Sopranos,  poi assieme al grande Vittorio Gassmann nel film La bomba, tra gli attori anche il lucano Rocco Papaleo.  Il suo volto pieno di cicatrici e il naso piatto fanno capire che prima faceva altro e molto bene. Una sera come tante altre, un gruppo di ragazzi italiani di Brooklyn, se le dà di santa ragione per questioni di ragazze. Per fortuna arriva la polizia, per fortuna arresta uno dei ragazzi che fa il duro. Per punizione lo portano nella palestra di boxe vicino la stazione di polizia, lo fanno salire sul ring con un vero pugile, che lo pesta e lo mette ko. Il giorno dopo il bulletto di 16 anni ritorna in palestra. Nessuno poteva immaginare che era il futuro campione dei pesi medi. Nato a Gioia del Palo il 9 febbraio 1953, ma cresciuto a Bitonto, Vito Antuofermo raggiunse il padre a New York a 15 anni. Mille lavori, prima di fare il boxer, piccolo,  tarchiato, braccia corte ma dotato di carattere di acciaio. “ Il mio mito era Benvenuti. Quando ho iniziato a tirare di boxe volevo essere come Nino, anche se mio padre mi diceva sempre non illuderti. Come lui o Cassius Clay ne nasce uno ogni 100 anni!.”  Ha raccontato Vito Antuofermo. In poco tempo divenne un ottimo dilettante e poi subito professionista. Inizia bene. Batte gli ex mondiali Denny Moyer e Emile Griffith, poi fa di nuovo l’emigrante e ritorna in Italia, diventa campione europeo dei superwelter battendo il futuro campione mondiale, il tedesco Dagge, poi lo perde con un altro futuro mondiale l’inglese Hope. Lo danno per finito, ma sottovalutano la determinazione dl mastino pugliese. Ritorna a New York, batte pugili di livello mondiale poi ha la possibilità del mondiale:  nel giugno  1979 nel principato di Monaco tra la sorpresa generale batte Hugo Corro,  Antuofermo campione mondiale dei pesi medi Wba e Wbc, il campione assoluto. Poi la epica sfida, nel prestigioso Caesars Palace di  Las Vegas. Era il 30 novembre 1979, fu chiamata la notte delle Stelle: nei welter Ray Sugar Leonardo diventa mondiale battendo il grande Wilfredo Benitez, mentre il mastino pugliese ha di fronte un avversario che entrerà nella storia della boxe:  Il meraviglioso mancino Marvin Hagler Antuofermo sale  sul ring con la broncopolmonite. Quindici riprese di battaglia, il pugliese non indietreggia mai, attacca sempre il suo avversario, incassa  terribili pugni, sanguina, avrà venti punti di sutura al volto dopo  la guerra contro Hagler-  Alla fine il verdetto, è un pari: i giudici hanno premiato il coraggio del campione. Nel marzo 1980, sempre a Las Vegas difende il titolo contro il terribile inglese Alan Minter, il verdetto non unanime dà la vittoria a Minter, è uno scandalo, il ragazzo di Bitonto aveva vinto, è il suo canto del cigno: riprova a prendersi il titolo contro Minter e poi Hagler ma sono dure sconfitte prima del limite. Ormai il suo volto si ferisce con facilità, diventando una maschera di sangue. Lascia il ring, ci ritorna dopo tre  di anni di stop e lo lascia definitivamente nel 1985 dopo la solita sconfitta per ferita contro il futuro campione mondiale  Matthew Hilton.  Che altro?  In una intervista a Repubblica data a Anita Madaluni e Luigi Panella Antuofermo  parlando della sua vita dopo la boxe disse «Mio padre mi ha sempre insegnato che il lavoro è la prima cosa. Non mi sono perso d’animo. Con mio fratello mi misi a distribuire Coca Cola. A me la fatica non mi ha mai spaventato. Il fisico, certo, aiuta».

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Leonardo Pisani

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