MORTE DI MARIA UNGUREANU: NO DEI PERITI NOMINATI DAL GIP ALLA RIESUMAZIONE DEL CORPO

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MORTE DI MARIA UNGUREANU: NO DEI PERITI NOMINATI DAL GIP ALLA RIESUMAZIONE DEL CORPO

Il corpo di Maria Ungureanu non verrà riesumato

I periti ai quali il GIP della Procura di Benevento ha affidato l’incarico di procedere ad un nuovo esame autoptico ritengono che la riesumazione sia inutile. Campioni biologici di tutti gli organi della Ungureanu vennero infatti prelevati durante la prima autopsia dai medici legali, Buccelli e Fonzo.

L’avvocato Salvatore Nicola Verrillo, legale di Daniel Ciocan

L’avvocato Salvatore Nicola Verrillo, legale di Daniel Ciocan, che durante l’udienza dell’8 aprile si era detto contrario alla riesumazione, ha così commentato ad Ottopagine:

“I periti hanno confermato quanto io ho evidenziato al giudice Giuliano: dopo tre anni la riesumazione non serve a nulla, né per stabilire l’ora della morte, né in relazione ad altre circostanze. Un no, il mio, motivato anche dalla pietà umana e dal rispetto che si deve alla bimba”

Dei tre medici legali che si sono già pronunciati sul caso, nessuno ha mai sostenuto che la bambina sia stata uccisa, anzi il professor Francesco Introna lo ha escluso. Nel gennaio 2019, l’ex giudice del Tribunale del Riesame di Napoli, Nicola Quatrano, che si è occupato del caso, in merito alla causa di morte di Maria, ha dichiarato:

“Non è successo quello che la Procura di Benevento riteneva fosse successo”

e riguardo alle violenze sessuali che la bambina subiva:

“Era un aspetto della questione che non è stato approfondito in quest’ansia di trovare degli elementi di prova contro le persone che si era deciso fossero colpevoli”

Dott. URSULA FRANCO

Riguardo agli abusi sessuali, nel luglio 2016, i RIS di Roma hanno isolato lo sperma di Marius Ungureanu su una maglietta in uso esclusivo a Maria e sulla coperta del suo lettino e proprio in merito alla posizione dei genitori di Maria Ungureanu, che dal gennaio 2019 sono indagati per violenza sessuale, già nel giugno 2017, i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli si erano così espressi:

“sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per ciò che concerne gli abusi sessuali”

e nel dicembre 2017, i giudici della Corte Suprema di Cassazione avevano così concluso: “(…) omissione da parte del PM della valutazione probatoria in relazione all’accertata presenza di liquido seminale del padre della vittima sulla maglietta/reperto 27 (…) il pregiudizio aveva ispirato l’indagine e che un “colpevole” era stato suggerito fin dall’inizio dalla madre della bambina che aveva espresso labili sospetti sul Ciocan; che anzi sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali (…) come fossero state trascurate importanti ipotesi investigative e come ci si fosse fidati senza alcun controllo delle dichiarazioni rese da Marius Ungureanu, pur a fronte di elementi preoccupanti quali le tracce di sperma appartenenti al predetto rinvenute su una maglietta e su una copertina sequestrate e il tenore di alcune conversazioni registrate (…)”.

Del team difensivo di Daniel Ciocan fanno parte il medico legale Fernando Panarese e la criminologa Ursula Franco.

La dottoressa Franco, ormai da quasi tre anni sostiene che le violenze che Maria subiva nulla hanno a che fare con la sua morte, che è stata accidentale:

“Maria non è stata uccisa ed è morta mentre si trovava in compagnia di un’amica con la quale aveva fissato un appuntamento per quella sera”

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