Le Cronache Lucane

LA LUCANIA MEDIOEVALE DESCRITTA DA AL IDRISI

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di Leonardo Pisani

Si chiamava Muhammad al-Idrisi,  o meglio Abū ‘Abd Allāh Muhammad ibn Muhammad ibn ‘Abd Allah ibn Idrīs al-Ṣabti detto anche IdrīsīEdrisiEl EdrisiIbn IdrisHedrisi o al-Idrīsī (in arabo: أبو عبد الله محمد بن محمد ابن عبد الله بن إدريس الصقلي‎;nacque a Ceuta attorno al 1099 circa, uno straordinario e colto viaggiatore e geografo, il cui nome è legato al Libro di re Ruggero , del 1154,  una descrizione del mondo scritta cui è allegato il mappamondo in 70 fogli noto come Tabula Rogeriana.  Corredato al mappamondo al Edrisi scrisse anche un famoso e straordinario libro di geografia il  “ Kitāb nuzhat al-mushtāq fī ikhtirāq al-āfāq”  traslitterato in “Il libro di piacevoli viaggi in terre lontane” e noto con il nome de “il Libro di Ruggero”.,

finito verso il 1154, la cui ultima edizione è in 9 tomi in Italia a cura dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli e dall’IsMEO di Roma fra il 1970 e il 1984.

Il colto arabo visitò anche le terre lucane e le descrisse nei suoi viaggi per conto del re normanno Ruggero II D’Altavilla. Una straordinaria   testimonianza della Basilicata medioevale. Ne riportiamo qualche stralcio tratto dal volume del 1883 a cura della Reale Accademia Dei Lincei con testo  arabo e note di Michele Amari.

«Da Roseto a Sahrat Sakn («il sasso del Sirino? », Pietra di Roseto) dodici miglia. Questo sasso segnava il confine tra i Franchi e i Longobardi , Dal Sasso Alwàdì Saktah (fiume Sinno) sei miglia. In questo fiume entrano le navi: esso offre eccellente ancoraggio. Dal Sinno al wàdì .Bràt.Nah (fiume Bradano) ventiquattro miglia.

Presso questo fiume e sui monti che lo fiancheggiano cresce in abbondanza il pino, dal quale vi si estrae catrame e pece che si esportano in molti paesi.

Dal fiume Bradano (leg. Sinno) Al Wàdì ‘Akrah (fiume Agri) sei miglia.  Dal fiume Agri al n ah r ‘al m.wg.  (fiume Basento?) diciotto miglia. Da questo al wàdì Bràg.Nah  (fiume Bradano) tre miglia. Dal Bradano al wàdì Làt.s (fiume Lato) quindici miglia. Da questo al wàdì al.mnah (fiume Lenna) tre miglia. Dal Lenna ad ‘al wàdì ‘al niu’wagg («il fiume tortuoso», fiume Tara) sei miglia. Da questo al wàdì matàhin tàr.nt («fiume dei molini di Taranto», torrente Ponticello?) tre miglia.

Tursi

Craco vecchia

Da questo a Taranto sei miglia. Da Rossano a Sant Mawrù (San Mauro) cinque miglia. Tra San Mauro ed il mare sei miglia. Da Sant Mawrù. Munt Mùr ,(Monteinurro ad ‘Arm.nt (Armento) tre miglia. Da Armento a Sant ‘Arkang.Lì (Sant’Arcangelo) sei miglia.E da San Mauro a b.snìàn (Bisignano) nove miglia. Da Bisignano ad ‘akràk (leg. ‘akrì , Craco) dodici miglia. Da ‘akràk (Craco) a Sant’Arcangelo dodici miglia. E da Sant’Arcangelo a ruqqah fi lab’ (Roccatagliata, in oggi Ruccanova) sei miglia. Da Sant’ Arcangelo a Qulubràt (Colobraro) dodici miglia. Da [Sant’I Arcangolo, a man destra, per s.nis (Seniso) dodici miglia. Da [Sant’| Arcangelo a ganàniì (Granano) , a sinistra, dodici miglia. Il wàdi ‘Akrì (fiume Agri) passa in mezzo a queste duo terre. Da [Sant’| Arcangelo a q a stài |m.stàl|  (Castel Missauello), castello difendevole, sei miglia. Da Castel Missanello a Qàb.Lì (Gablichio o Gallicchio) due miglia. Da [Sant’j Arcangelo a buns \dràt  sei miglia da ponente. Dabuns ‘.dràt a qastàl lawr. nt (Castel Lorenzo) 5 sei miglia. Da questo alla città di sant marti n (San Martino [d’Agri]) tre miglia. Da San Martino a Inunt Unir (Montemurro) sei miglia. Da Montemurro A b.g.n à 1 fl (Viggiano) sei miglia. Da Viggiano a M.Rs.Qah ‘Al Q Adì Mah («Marsico l’antica», in oggi Marsico vetere) sei miglia. Da Marsico vetere a  Sabùnàrah (Saponara [ di Grumento]) dodici miglia. Da questa a Sarqùnah (Sarconi) tre miglia. Inoltre, da Sanìs (Senise) a Tursah (Tursi) dodici miglia. Da Tursi a Sant’ Arcangelo dodici miglia. Da Sant’Arcangelo al castello di ‘Akliin (Anglomim, poi Anglona)

Matera

Dalla città di Taranto a Ma tir ah (Matera) centottanta miglia per tramontana  declinando a ponente. Matera e città bella, estesa e molto popolata. Da questa a bàri (Bari) per levante, centottanta miglia. Dalla città di Matera ad ‘agr.b.liah (leg. ‘agrabìnah, Gravina), città popolata [benché] poco estesa, produttiva e bella, sessanta miglia tra ponente e tramontana. Da Gravina a Fanùsah (Venosa)  centottanta miglia. Venosa è città ben nota fra quelle de’ Longobardi. Da questa a Bari sessantacinque miglia per levante. Da Venosa ad ‘and arali (Andria) cinquantaquattro miglia per levante. Da Andria ad ‘atrànah la marittima (Trani) ricordata di sopra \ quarantacinque miglia per levante. Montepeloso è città bella, [il suo territorio è| ricco di viti e d’alberi, e molto produttivo. Da Montepeloso ad ‘Agr.tt.lù (Grottole), città piccola |ma| popolata, diciotto miglia. Da Acerenza a B.tàn.sah (Potenza), città illustre per possanza, 5 molto estesa e popolata, [con territorio | abbondante di viti e d’alberi e di campi coltivati, sessanta miglia .

Melfi

E da Potenza alla città di m.l f la continentale (Melfi), cinquantaquattro miglia [pure] per ponente.  Da Melfi a Q u n s (Conza) centotto miglia. Cominciando dunque a parlare del nahr sanìs («fiume di Senise», fiume Serapotamo) diciamo che il fiume di Senise esce dai monti di Qarbùn  (Carbone), scorre tra qalw.rìah (Calvara) e q astar nùb 4 (Castronuovo [di Sant’Andrea]), passa davanti a Senise, né va guari lontano che si unisce col v adi s.nkah (fiume Sinno). Corre quindi dinnanzi a f.yàd  , poi di fronte a sant bàrd. k.mmayrah 6 e di là volge al mare. E in quanto al va dì s.nkah (fiume Sinno) esso scaturisce dal gabal S.r i n (monte Sirino), va fino a che si congiunge col fiume di Senise (fiume Serapotamo) [ed uniti] prosieguono verso F.yàd, poi verso sant bàrd. k.mmayrah e quindi al mare.

Viggianello

. Il monte Sirino sta di fronte a B.g.nàl (Viggianello) e tra ‘Akl.rmunt (Chiaromonte) e Viggianello e tra il detto monte e Chiaromonte [corrono] dodici miglia, e tra il monte e Viggiano quindici miglia. Il uahr Butansìah (« fiume di Potenza » ) chiamato b a r a n t a 1  (Basento), scaturisce da un monte vicino a Potenza, passa a fianco di una città che addimandasi ‘atrìgàr.qù (Tricarico) toccandone [il territorio], scende quindi ad una città per nomo ‘.krut 1 (Grottole) passandolo a levante  , poi corre a levante di quella chiamata M.lìùn (MJglionico) [lasciandola) alla distanza di circa quattro miglia e mezzo. Scende poscia alla Chiesa di éa n t t.w d.r (San Teodoro), poi dinnanzi al luogo che chiamasi t.rt.grìr  lasciandolo a mancina, e quindi al mare.

Acerenza

Il n a h r ‘.b r à d.n il (fiume Bradano), che dicesi pur \b r a t.n il. è un fiume che scorre solo senza mescolare le sue acque col fiume bara n tal (Basento). Esso dapprima esce | diviso in] due piccoli rami, tra due città chiamate l’una luqbàrah  , l’altra butansìah (Potenza). Questi rami si dirigono 1 04 verso ruqqah fangullàn (Rocca San Giuliano, oggi San Giuliano) dove si riuniscono e prendono il nome di fiume Bradano, il quale con questo nome si volge tra luoghi colti, fino al mare. Sulle rive di questo fiume [cresce | in abbondanza il pino, che vien tagliato e trasportato al mare sulla corrente. Se ne cava pure pece e catrame, di cui si fanno carichi per i varii paesi.»

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Leonardo Pisani

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