POTENZA, QUEL VECCHIO RUDERE DEL “DA VINCI”

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Il simbolo è quel palazzo sventrato a via di Giura. Una volta ospitava l’Itc “Da Vinci”, ma con la realizzazione del groviglio di strade a ridosso dell’ospedale San Carlo è stato sacrificato, trasformandolo in un monumento all’abbandono. Ecco la Potenza degli edifici dimenticati, gusci vuoti che cadono a pezzi tra l’indifferenza e la sciatteria. In questi anni sono state tante le denunce su una questione evidentemente sottovalutata. Per risolverla si sono spese solo parole, senza soluzioni.Un edificio non di proprietà del Comune e quindi ancora più lontano dall’essere investito da un progetto di abbattimento o di rilancio per una riqualificazione. Con quali soldi, però, è un rebus irrisolvibile, soprattutto di questi tempi.Facendo un giro all’interno di quel che resta dell’edificio si capisce che di quello che una volta era l’Istituto Leonardo Da Vinci non si è salvato nulla. Nemmeno i caloriferi di ghisa, scardinati dalle pareti, o le porte sfondate e buttate giù dalla tromba insieme a banchi, cattedre e sedie. I vandali hanno distrutto tutto aula per aula, ufficio per ufficio, corridoio per corridoio. La loro azione è stata ripetuta, devastante, minuziosa. Nell’edificio di tre piani sono state frantumate centinaia di finestre; in ogni classe tutti i mobili di legno sono ormai spezzati, come le lavagne di ardesia, gli appendiabiti e i lampadari al neon. Ormai solo a vederlo sembra diventato più una discarica cielo aperto che un edificio fantasma. Eppure la sua posizione non è assolutamente poco visibile, anzi. Nel pieno di un incrocio che ogni giorno viene transitato da centinaia di cittadini. Addirittura vedendo il tipo di rifiuti abbandonati nella zona antistante l’edificio c’è chi continua a passare incurante del divieto, mentre ogni giorno l’istituto, a rischio crolli, continua a perdere i suoi pezzi di storia

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Maria Fedota

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