Il caso D’Addario-Tarantini che lega Bardi e Berlusconi

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Nato a Potenza nel 1951, Vito Bardi è entrato in politica “dalla porta principale”, designato a guidare lo schieramento di centrodestra per conquistare la Regione Basilicata dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Ex generale della Guardia di Finanza, Bardi ha quattro lauree (Economia e commercio, Giurisprudenza, Scienze internazionali e diplomatiche e Scienze della sicurezza economica e finanziaria) e, durante la sua carriera nelle Fiamme gialle, ha ottenuto decine di riconoscimenti. Sposato da oltre 35 anni, ha due figli ormai adulti: «Ho servito lo Stato con passione e determinazione, mettendomi al servizio della collettività, senza mai risparmiarmi». Come spiega Repubblica, Bardi è legato a doppio filo con Berlusconi.

L’AFFAIRE D’ADDARIO «Fu l’alto ufficiale che per primo conobbe, in un pomeriggio di giugno del 2009, quando poteva essere ancora depotenziato, l’affaire di Patrizia D’Addario, Gianpaolo Tarantini e della sua scuderia di ragazze per “l’utilizzatore finale”. Silvio Berlusconi, appunto», ricorda il quotidiano, «un segreto, quello, che Bardi ha custodito per anni anche davanti ai magistrati di Lecce che, quando gli chiesero come fossero andate le cose, si sentirono rispondere soltanto un elenco infinito di “non so” e “non ricordo”».

LA CARRIERA NELLE FIAMME GIALLE «Bardi poco dopo diventò vice comandante generale della Finanza», continua Repubblica, «esponente di quella corrente di generali dalle ottime relazioni (Niccolò Pollari, Michele Adinolfi, per non parlare di Emilio Spaziante, arrestato per tangenti nell’inchiesta del Mose) che ha scritto la pagina nera degli ultimi anni delle Fiamme gialle in Italia. E che anche tanti polveroni giudiziari ha sollevato, seppur come nel caso di Bardi poi finiti nel nulla».

INDAGATO E SEMPRE ARCHIVIATO A livello di carriera, Bardi è Tenente già nel 1974, Capitano nel 1979, Maggiore nel 1986 e Colonnello nel 1995. La nomina a Generale arriva nel 2005 e, nel 2013, è Comandante. Oggi è in pensione. Per due volte è stato inoltre indagato, nel 2011 e nel 2014, con l’accusa di favoreggiamento e rivelazione di segreto la prima volta, corruzione nella seconda. In entrambi i casi le indagini erano portato avanti da Henry John Woodcock e in entrambi casi la sua posizione è stata archiviata.

Fonte: LETTERA43 25 marzo 2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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