Giuseppina Occhionero: “Guardo al potere con disincanto”

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#ludostorie_Donne in politica, intervista a Giuseppina Occhionero: “Guardo al potere con disincanto”

Pubblicato giovedì, 14 marzo 2019 su MOLISE WEB

Gentile, alla mano e costantemente reperibile. Sono queste le caratteristiche di Giuseppina Occhionero che saltano subito all’occhio. Eletta alla Camera dei Deputati lo scorso marzo, la sua nomina probabilmente è stata tra le più chiacchierata della storia molisana. Ma chi è davvero Giuseppina Occhionero? Quali erano i suoi sogni da bambina e quali sono i suoi progetti da donna impegnata attivamente in politica? Domande che trovano risposta nell’intervista che l’esponente di LeU ha rilasciato per #ludostorie nel mese dedicato alle “donne in politica”

Fuori dalle stanze del potere chi è Giuseppina Occhionero?

“Sono innanzitutto fuori dalle ‘stanze del potere’. Al di là del ‘politicismo’, non mi sono mai sentita una persona di ‘potere’. Sono aperta al dialogo e disponibile, guardo al potere con molto disincanto”

A 10 anni cosa sognava di diventare?

“Sicuramente non ho mai sognato di fare la ballerina. Evidentemente ero perfettamente cosciente, sin da piccola, di non aver grandi doti di elegante fisicità. Nel corso delle scuole medie ho iniziato ad appassionarmi al tribunale e, da grande, sono diventata avvocato. Poi, come vede, la vita mi ha riservato tutt’altro e devo dire che sono felicissima”

Quando e perché è iniziata l’attività in politica?

“Ho sempre vissuto a Campomarino e, dopo aver frequentato l’Università a Bologna, ho scelto di tornare nel mio paese di nascita. Così, ho da subito desiderato di impegnarmi per contribuire a migliorarlo. Appena mi si è presentata l’opportunità, ho accettato di candidarmi alle amministrative. Così, orgogliosamente, ho ricoperto il ruolo di assessore nell’amministrazione comunale. Parlo di una decina di anni fa”

In Italia il tasso di femminicidi non si arresta e risulta difficile denunciare episodi di violenza, soprattutto in piccole realtà come quelle del Molise. Ha idee concrete sul tema?

“Anche in Molise purtroppo le donne hanno pagato con la vita e subiscono violenze e abusi soprattutto tra le mura domestiche. Come avvocato e come donna ho spesso incontrato casi di questo tipo. L’arma più forte resta quella delle parole: raccontare, confidarsi e denunciare. Poi, nel concreto, credo si debbano sostenere economicamente i centri che accolgono le donne vittime di violenza”

In Molise c’è un solo medico non obiettore di coscienza, che effettua interruzioni di gravidanza. Cosa fare?

“Anche in questo caso la soluzione migliore è informare, spiegare e non nascondersi. La decisione di abortire è sempre un trauma difficile da superare. Ma farlo nel massimo della sicurezza è un diritto dal quale non si può tornare indietro”

Il Molise vanta il primato per le donne che fanno impresa. Un fattore su cui lavorare per favorire la crescita economica della regione. Come?

“Le donne sono manager anche quando non devono farlo per un’azienda, ma semplicemente per dirigere la famiglia. È necessario eliminare gli impedimenti -soprattutto il peso della cura familiare e gli stereotipi culturali- poi puntare su agevolazioni e investimenti. Ma questa è una politica che deve valere per tutti e non solo per le donne. Non sono per una discriminazione al contrario”

Qualche settimana fa Giuditta Lembo ha scritto che le donne in Molise valgono zero. “Zero donne in Giunta, zero donne segretarie di partito…”. Come commenta?

“Bisogna fare attenzione a non usare espressioni che anziché incoraggiare demoralizzano. Non bisogna correre il rischio di piangersi addosso. Micaela Fanelli ha diretto da segretaria il Pd è oggi è consigliera regionale. Laura Venittelli ha avuto un ruolo di primo piano alla Camera e nello stesso Pd. Io, la Testamento e la Tartaglione rappresentiamo il Molise a Montecitorio. Dobbiamo fare ancora tanto, capisco lo sfogo di Giuditta, ma dobbiamo evitare di avere posti e poltrone solo per ‘quote’. La battaglia è ancora lunga, ma non dobbiamo smettere di combattere”

Cosa pensa della reazione di Salvini al caso che vede protagoniste Aida Romagnuolo e Filomena Calenda?

“È una questione interna alla Lega. Si tratta di un loro problema Salvini e il suo partito sono distanti anni luce dal mio modo di pensare e di fare politica”

Cosa risponde a chi dice che la sua elezione è stata una questione di ‘pura fortuna’?

“Può darsi. Ogni elezione in qualche modo lo è. Ma io nella lista di LeU c’ero, con la mia faccia. Quante lo avrebbero fatto? Sono stata eletta e non paracadutata in Parlamento per volere di partito. Poi il caso ci ha messo una mano. Ripago questa fortuna con l’impegno, il lavoro e la passione con cui ogni giorno affronto questo prestigioso compito nel rispetto delle istituzioni, del mio Molise e di tutti i molisani”

Avvocato Giuseppina Occhionero

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