PALESTRA DANNEGGIATA A MELFI

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La palestra comunale di Melfi, occupata domenica 3 e martedì 5 marzo, da maschere di carnevale e organizzatori poco attenti, è stata abbandonata ad un degrado inaccettabile. Tra gli appunti più incisivi che si muovono al sindaco di Melfi, Livio Valvano vi è sicuramente quello di badare molto alla forma e poco alla sostanza. Vi è come una sorta di ciclicità nelle proteste dei cittadini. Aldilà della mera contrapposizione politica si alza a turno dai residenti in periferia, oppure da chi vive in campagna a ridosso della città, o ancora da chi vive il centro storico, fino ad arrivare agli atleti che frequentano le strutture sportive, una protesta costante, a tratti rabbiosa. La città si ribella ad una manifesta riluttanza a ripiegarsi sui problemi reali della gente in luogo di una mediocre politica impostata sull’apparire piuttosto che sull’essere. Il caso della palestra comunale di piazza Festa Campanile è emblematico. Si è appena svolto il carnevale e l’amministrazione comunale ha evidentemente autorizzato qualcuno degli organizzatori ad utilizzare la struttura sportiva. Il risultato finale è raccapricciante. Canestri abbattuti e cesti divelti con placche in acciaio spezzate, spazzatura ovunque, murature nei bagni staccate, sul parquet maschere abbandonate con calcinacci, fascette in plastica e copertura anti urto del volley spaccata. Fuori la piazza che ospita la palestra è occupata dagli scheletri delle maschere che sui carri allegorici hanno sfilato in città. Probabilmente si sarebbe fatto meglio a capire chi aveva la responsabilità della custodia di quella palestra. Inutile dire che le società sportive chiederanno conto dei danni subiti. Inutile dire che i bambini amanti di volley e basket si sono allenati dopo che gli istruttori hanno cercato alla meno peggio di ripulire la palestra. Meglio apparire che essere; il nuovo motto della città di Melfi.

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Vittorio Laviano

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