CAIATA ESPULSO PURE DAL MAIE

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E’ il secondo rosso in un solo anno di attività politica. Con lo stesso protagonista, ma decisori diversi Salvatore Caiata ha ricevuto un’altra espulsione. Il gruppo Maie ha defenestrato il parlamentare imprenditore di Potenza. Continua così a suon di espulsioni la carriera politica dell’imprenditore potentino Salvatore Caiata. Dopo quella clamorosa dal Movimento 5stelle durante la campagna elettorale per le politiche dello scorso anno, quelle in cui Caiata è stato eletto, l’imprenditore ora è stato cacciato anche dal gruppo parlamentare Movimento associativo italiani all’Estero. Aveva aderito al gruppo misto l’aprile scorso. Ma ora, entrato in Parlamento da apolide, Caiata è tornato a tutti gli effetti ad essere un apolide. Non è né un rumors né una voce di corridoio. La Camera dei Deputati ha già ratificato la defenestrazione. Il nominativo di Caiata è stato preso e spostato tra quelli «non iscritti ad alcuna componente politica». È tornato libero sul mercato della politica pronto ad accasarsi sotto gli scudi del miglior offerente. Le motivazioni dello strappo tra Caiata e il Maie, con la cui casacca di “responsabile” ha incontrato il premier Conte prima dell’investitura ufficiale dal Parlamento, non sono ancora del tutto chiare. Pare però che ormai erano cresciuti troppo i dissidi interni tra il potentino e i suoi nuovo colleghi di “partito”. Troppa ambiguità, dicono alcuni. Vicino tanto ad ambienti di sinistra, quanto al suo vecchio amore: la destra. Lui corteggia apertamente, ma sottotraccia, la Lega lucana. La quale però, proprio per la questione ambiguità, non corrisponde al momento le attenzioni del privo di appartenenza politica che ha esportato a Roma un modello tutto locale: l’apolide lucano.

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Ferdinando Moliterni

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