BARDI: ALTRO CHE «LEGALITÀ»

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POTENZA. «Legalità»: in linea con la sua figura e con il suo profilo professionale di ex Generale della Guardia di Finanza è questa la parola chiave usata da Bardi per imprimere un marchio alla sua campagna elettorale appena cominciata. Scandagliando con i raggi x le liste della coalizione di centrodestra non si può non notare come Bardi ha già perso la prima battaglia: dalla truppa degli aspiranti consiglieri regionali il candidato governatore non è riuscito a tenere fuori gli “indesiderati”. C’è un elenco di “impresentabili” classici, cioè chi è indagato, imputato, condannato o prescritto per vicende giudiziarie di varia natura anche quelle relative ai cosiddetti reati contro la pubblica amministrazione. Non avere neanche un “impresentabile” nelle liste a sostegno della sua candidatura sarebbe stato un segnale forte, se non “il segnale”, da inviare all’elettorato. Un segnale che avrebbe già nei fatti restituito la cifra di un certo impegno. E invece no. Gli indagati ci sono anche tra le fila del candidato governatore Bardi. Vari al fianco dell’ex Generale quelli che rischiano di essere condannati. Per esempio e per iniziare, non essendo l’unico, candidato in Forza Italia nella circoscrizione di Potenza, nonchè già ex consigliere comunale del capoluogo,c’è Nicola Becce. Ad ogni modo se come è vero che a destra, con i duri è puri, è più grave che le liste non siano specchiate è anche vero però che la situazione a sinistra non è delle migliori, dove il “povero” Trerotola rischia di essere lo specchietto per le allodole per riabilitare molti impresentabili.

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Ferdinando Moliterni

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