MELFI HA UN VICE SINDACO

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Sarà Giovanna Rufino, in quota Popolare, la nuova vice sindaca di Melfi. Sposata, trentasei anni e con due figli, Rufino ha firmato la nomina venerdì 22 febbraio nella sala giunta municipale alla presenza del sindaco, Valvano e del consigliere Nuccio Flammia. Proprio il consigliere comunale, alla fine vince il duello politico con Aurelio Pace. Il consigliere regionale di Dragonetti nel 2016 avevo stretto un’alleanza con Flammia che però era naufragata prestissimo. Così, in pieno clima di rimpasto tra i due rivali ex alleati si è consumato un duello politico niente male. Da una parte Pace ha chiesto la poltrona di vice sindaco per Lucia Sasso, avvocato da sempre vicina al consigliere regionale. Ad opporsi a questa nomina, c’era però Nuccio Flammia che, dopo il breve tragitto politico percorso in comune, ha fatto terra bruciata a Melfi intorno a Pace. Accogliendo la proposta di Flammia, Valvano ha sancito la sconfitta del consigliere regionale che nel frattempo si è già spostato con l’ennesimo schieramento politico, questa volta in chiave elezioni regionali. Dunque Melfi ha finalmente il suo vice sindaco. Giovanna Rufino si era candidata nel 2016 proprio nella lista di Melfi Popolare e non aveva nemmeno sfigurato. La nuova vice sindaca, durante le amministrative che avevano sancito il Valvano bis, aveva fatto registrare una lusinghiera performance come seconda non eletta. Con questa nomina si dovrebbero evitare figuracce come quella che si è appena consumata a Roma e subito segnalata sui social dal consigliere comunale Ernesto Navazio. Al Quirinale il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha ricevuto i rappresentanti della Fondazione Nitti senza però nessun esponente della città di Melfi. Il sindaco Livio Valvano, infatti, era impegnato fino a notte fonda nelle “stanze dei bottoni” col fido amico Marcello Pittella per comporre le liste in chiave elezioni regionali. Ecco che senza un vice sindaco, la comunità di Melfi è risultata assente al Quirinale. Così va oggi la politica nella città delle Costituzioni di Federico II. Il 24 marzo è vicinissimo e sarà quella una prima data spartiacque per comprendere meglio come l’elettorato avrà giudicato la “bella stagione”. 

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Vittorio Laviano

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