Le Cronache Lucane

MATERA INSTALLAZIONE ARTISTICA

L’opera di Stampone installata presso l’Hotel del Campo

Matera Doppia Faccia. Installazione di arte accogliente.

L’arte come rigenerazione umana. L’arte come dilatazione del tempo in contrasto con la dittatura della velocità voluta da internet.
I Sassi attuali e le periferie dei grandi archittetti (Ettore Stella, Luigi Piccinato, Giancarlo De Carlo e altri) in una prosettiva unica di spazio e di tempo. E’ Matera Double Face, l’installazione inaugurata oggi presso l’Hotel del Campo di Matera. Si tratta del progetto Matera Alberga, promosso dalla Fondazione Matera 2019 con lo scopo di rendere fruibile l’arte nei
punti di accoglienza dei turisti. Sei alberghi della città di Matera scelti per riprodurre i vecchi Vicinati dei Sassi diventando luoghi di accoglienza ed esperienza creativa, spazi di produzione culturale, luoghi di scambio tra abitanti e viaggiatori.
Dopo le aperture delle opere di Dario Carmentano, presso le Dimore dell’Idris e di Filippo Riniolo presso la Locanda di San Martino, oggi è stata la volta della installazione di Giuseppe Stampone posta all’ ingresso dell’Hotel del Campo. Una cartolina di 2 m x 3m in cui, partendo da una immagine iconica di Matera, l’artista ricompone la frattura tra i Sassi e le periferie, dove gli abitanti della citta furono costretti all’esodo dal 1952.
Cosi Giuseppe Stampone, con questa sua opera, collocata metaforicamente in una delle porte ingresso dei Sassi e delle Gravine,
disegna la città e la sua reale realtà, i quartieri di Spine Bianche, Lanera, Agna, Pini, Serra Venerdì, Villa Longo,San Giacomo ed i più distanti Borghi di La Martella e Venusio amalgamandoli, facendolo diventare un tutt’uno con l’impianto dei Sassi.
“La prospettiva da me scelta -ha riferito l’artista – elimina i confini tra centro e periferia, fra storia e contemporaneità, tra dentro e fuori, per rappresentare una città ibrida dove i Sassi prendono la forma delle periferie. Ci vuole tempo. Bisogna recuperare la propria intimità, sottrarla alla fretta, avere tempo se si vuole capire che Matera non è solo l’immagine iconizzata, massificata ma è la sua storia, le sue trasformazioni. Non esiste una Matera dei Sassi e una delle periferie, non esiste Matera prima del 1952 e post 1952 o quella della capitale della Cultura, esiste semplicemente Matera”.

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Lucia Summa

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