«NON VOTIAMO IL CAMERATA»

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Alla fine un elettore lucano di sinistra per dare il suo voto a un candidato governatore corrispondente alla sua ideologia, se non aderente che quantomeno le si avvicini, dovrebbe votare l’ex generale della Guardia di Finanza Vito Bardi. Il quale, cresciuto in una famiglia di estrazione socialista, è però candidato col centrodestra. E un elettore di destra di contra dovrebbe votare il candidato governatore del centrosinistra: Trerotola. All’indomani dell’investitura del farmacista di Balvano, Carlo Trerotola, a candidato presidente per il centrosinistra lucano tra i vari temi che monopolizzano il dibattito sia degli addetti ai lavori che dell’opinione pubblica ce n’è uno che prevale: il rapporto del sostituto di Pittella con la destra. Il rapporto della famiglia Trerotola con la destra affonda le sue radici nelle frequentazioni del padre del farmacista con lo storico segretario del Movimento sociale italiano, Giorgio Almirante. Rumors politici riportano che le milizie del centodestra lucano abbiano già pronta per essere pubblicata al momento giusto l’immagine che se reale ed esistente rappresenterebbe l’emblema del paradosso che sta vivendo la politica lucana: Trerotola mentre fa il saluto romano. Gli stessi rumors politici fanno notare, a riprova che Trerotola avrebbe di questi scheletri nell’armadio e di altri simili, il fatto che causalmente, secondo la loro versione, lo stesso a poche ore dalla nomina a candidato governatore ha cancellato i suoi profili social rimuovendo ogni traccia digitale politicamente compromettente. Per il milionario farmacista della società civile, forse il più eterodiretto che Pittella e Speranza potessero scegliere, sicuramente le varie prese di distanza che sarà obbligato a prendere dalle posizioni politiche a cui è associata la sua famiglia è il primo tema spigoloso da affrontare.

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Ferdinando Moliterni

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