NO DEFINITIVO AL PITTELLA BIS

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«È sbagliato, e non lo condividiamo, procedere con soluzioni che spaccano il Partito democratico e dividono la coalizione di centrosinistra. Restiamo in attesa di un intervento dai vertici nazionali sulla questione delle prossime regionali lucane, in sintonia con quanto emerso sia nell’incontro con Matteo Orfini, che ha chiesto una coalizione unita e allargata anche a Liberi e Uguali, sia con quanto deciso nell’assemblea regionale di dicembre». Così il presidente del Consiglio regionale,Vito Santarsiero, al termine dell’incontro con Achille Spada e Carlo Chiurazzi che condividono in pieno la linea operativa descritta. La quale corrisponde in maniera chiara a una condizione: Pittella deve abbandonare le ambizioni per la ricandidatura a governatore. Quello dei dissidenti dem, fronte che include anche Piero Lacorazza, è il no al Pittella bis ultimo e definitivo. La battaglia di Santarsiero, Lacorazza, Spada e Chiurazzi è una lotta politica che loro continuano, i tempi seppur ristrettissimi ancora lo consentono, a combattere dall’interno del Partito democratico.  Ma nel Pd lucano non c’è separazione, divisione o distribuzione di potere. È tutto deciso dall’ex governatore Pittella che vuole ricandidarsi per la poltrona più alta della Basilicata, ma che non ha trovato ancora il coraggio di annunciarlo pubblicamente. Per Pittella però il problema è serio. La spaccatura tra Pittella e i dissidenti dem indebolisce ulteriormente e in maniera rilevante, in aggiunta alla divisione della coalizione Pd alla quale Liberi e uguali non vuole aderire, la candidatura a governatore del “gladiatore”. Lo fa sia in termini di credibilità che in termini di percentuali elettorali.

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Ferdinando Moliterni

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