FRANCESCHINI: IL JOLLY DEI DISSIDENTI DEM

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In attesa che Piergiorgio Quarto sciolga la riserva sulla disponibilità a candidarsi come governatore per il polo alternativo al Pd i dem contrari a un partito scisso e a una coalizione spaccata giocano la carta finale dell’Aut-Aut. Il jolly corrisponde al nome di Dario Franceschini. Uno dei big nazionali del Partito democratico, nonchè il ministro della cultura che è durato più tempo in tutta la storia della Repubblica italiana, ha ricevuto la delegazione dei dissidenti dem lucani e raccolto le istanze di Vito Santarsiero, Achille Spada e Chiurazzi. Incisiva e forte pressione su Franceschini affinchè solleciti l’intervento dei vertici del partito per favorire una candidatura unitaria che aggreghi tutto il centrosinistra lucano compreso Leu. Il progetto di unità per concretizzarsi prevede una unica mossa: il passo di lato dell’ex governatore Marcello Pittella. Pittella, parte da un 59,60 per cento di voti ottenuto alle regionali del 2013 e se riuscirà, stando alle analisi dei vari spin doctor dell’arco istituzionale lucano, a fermare l’emorragia di voti arrestandola intorno alle metà di quelli presi 5 anni fa, anche da secondo classificato è come se avesse vinto. Da secondo arrivato però Pittella lascerebbe la poltrona più alta della Basilicata per prendere posto in Consiglio come consigliere regionale. Che è proprio quello che gli stanno chiedendo i dissidenti dem. Rinunciare al Bis per correre alle regionali da candidato consigliere. Stando così le cose emerge un travisamento dei problemi del centrosinistra celati dall’interesse, morale e materiale, di Pittella che punta primariamente al guadagno più alto possibile solo per lui però e non per tutta la coalizione. Tornando in Basilicata per quanto riguarda la vicenda Piergiorgio Quarto non c’è nessuno sviluppo. L’ex presidente regionale di Coldiretti ancora non fa sapere nulla riguardo l’adesione in grande stile al polo alternativo del centrosinistra lucano. Che rappresenti la spia politica di Pittella o che più semplicemente stia attendendo l’ok dalla Coldiretti nazionale resta, ma lo sarà ancora per poco, un mistero. I dissidenti dem lo hanno chiamato, lui continua a non rispondere

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Ferdinando Moliterni

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