ANTIMAFIA: NUOVA SCACCO NEL METAPONTINO

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Nuova operazione antimafia della Dda della Procura di Potenza condotta dai Carabinieri di Policoro e dal Ros. Sono 21 gli indagati, tra cui il noto Gerardo Schettino già in carcere per operazione analoga di pochi mesi fa, accusati a vario titolo di associazione di stampo mafioso con base a Scanzano Jonico.

Il sodalizio criminale, per gli inquirenti, era dedito principalmente al racket delle estorsioni in danno di imprenditori ed edili del metapontino e allo spaccio di stupefacenti. Il territorio interessato è quello della costa jonica lucana e le indagini riguardano un lasso temporale che va dalla fine del 2016 fino a gennaio 2019. L’operazione è l’epilogo e lo sviluppo dell’indagine che aveva portato nell’ottobre del 2018 alla esecuzione di altre 25 misure contro lo stesso sodalizio mafioso denominato “clan Schettino” operante in Basilicata nei comuni di Scansano Jonico e Policoro. L’inchiesta, sviluppata con intercettazioni telefoniche, pedinamenti, perquisizioni e sequestri, ha accertato l’esistenza dell’organizzazione criminale che oltre ad avere la disponibilità di armi micidiali, aveva la capacità di raccogliere risorse economiche grazie allo spaccio dei suoi gregari e di finanziare i sodali e le famiglie nelle fasi di carcerazione dei suoi associati. Il clan mafioso, per gli inquirenti, era in grado di riciclare i proventi raccolti in lucrose attività economiche anche indirettamente gestite, Condizionando, dove necessario, le attività economiche di imprenditori non vicini al gruppo mediante gravi minacce. Gli inquirenti hanno ricostruito contatti e conflitti fra l’organizzazione degli “Schettino” ed altre organizzazioni criminali operanti sul territorio, sfociati anche in tentati omicidi, aggressioni, sparatorie in strada. Tra gli episodi più eclatanti oggetto dell’inchiesta c’è la rapina armata al supermercato Qui discount di Policoro, del gennaio scorso, l’incendio all’azienda agricola Apofruit di Scanzano, un tentato omicidio nei confronti di un ghanese e varie tentate estorsioni tra cui quella del gennaio dell’anno scorso in danno dell’impresa edile Sinnica Service di Montalbano Jonico. Dinanzi il cancello del cantiere erano stati apposti fiori, lumini votivi e un candelotto contentente esplosivo  Nove dei destinatari del provvedimenti cautelari sono stati rinchiuse in carcere, otto sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre per tre e’ stato disposto l’obbligo di dimora e ad uno l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

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Ferdinando Moliterni

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