POTENZA, INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO

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«Complessivamente le quattro Procure del distretto di Corte d’Appello di Potenza hanno definito circa 26mila e 875 procedimenti ordinari rispetto agli originali 13 mila e 274, con una pendenza finale di 10 mila e 868 procedimenti attuali, raggiungendo una percentuale di smaltimento del  -18,1%». È questo uno dei dati emersi durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario svoltasi nel Palazzo di Giustizia di Potenza. Come ha spiegato Armando D’Alterio, Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Potenza, la « durata media dei procedimenti è di 172 giorni, e pertanto sensibilmente ridotta, rispetto alla durata di 208 giorni registrata lo scorso anno». Invece la durata media dei procedimenti nella fase delle indagini preliminari risulta essere inferiore ai sei mesi, cosa che pare «sconfessare la critica alla riforma della prescrizione – è stato sottolineato – che la bloccherà dopo la sentenza di primo grado, per quella parte che si riferisce alla presunta circostanza che la prescrizione sarebbe dovuta essenzialmente alle lungaggini delle indagini preliminari. Il distretto di Corte d’Appello di Potenza, sotto il profilo dell’ordine pubblico «patisce – è stato evidenziato – la presenza nel comune di Palazzo San Gervasio di uno dei tre Centri di permanenza per il rimpatrio presenti sul territorio nazionale: si tratta di un focolaio di attività criminose. Il Procurato generale ha specificato che in generale in Basilicata c’è un «allarme sociale suscitato dalla consumazione di gravi delitti in tema di immigrazione clandestina: sono in corso ben nove procedimenti, di cui sette complessi, riguardanti il fenomeno». Nel corso della cerimonia non sono mancati accenni all’evento Matera2019. «Purtroppo, nonostante i pubblici appelli lanciati in occasione delle precedenti cerimonie d’inaugurazione dell’anno giudiziario – ha dichiarato la presidente della Corte d’Appello di Potenza, Rosa Patrizia Sinisi – l’evento di Matera capitale della cultura 2019 non ci coglie preparati sul piano dei contraccolpi giudiziari, come sarebbe stato necessario. Sono state adottate soluzioni tampone». Altro tema affrontato è quello della carenza degli organici. Questione che si può risolvere soltanto «nuove risorse alla giustizia – ha dichiarato il Primo Presidente della Cassazione, Giovanni Mammone –  risorse non solo economiche, ma anche di carattere personale». In  merito Sinisi ha aggiunto che «per rompere la stagnazione dei processi in particolare del settore civile occorre imprimere una svolta effettiva». «Per dirla in termini aziendalistici – ha concluso -, è necessario rafforzare il capitale umano, Aumentando gli organici dei giudici e colmando tutte le scoperture organiche di magistrati e personale amministrativo negli uffici giudiziari del distretto, con provvedimenti straordinari, anche con l’incentivo economico».

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Ferdinando Moliterni

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