BRADASCIO, PIÙ PENSIONE E MENO POLITICA

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Meglio pensare a una buona pensione che alla politica e a cosa fare per i lucani. Deve aver pensato questo Luigi Bradascio. Da consigliere regionale eletto con la lista Pittella presidente, poi dimissosi a ottobre del 2017, a candidato governatore in chiave anti-pittellismo alle prossime regionali lucane con i Popolari di Pace,  fino a collaboratore per l’Università di Modena. Proprio così. Bradascio si è accasato, per i prossimi due anni, alla Scuola di specializzazione in chirurgia maxillo-faciale dell’Università di Modena diretta dal professore Luigi Chiarini. La collaborazione comincierà dal mese prossimo. Una ottima occasione economica per Bradascio che gli permetterà di raggiungere, dopo 40 anni passati a occuparsi di chirurgia orale, un pensionamento molto più tranquillo, come del resto lui stesso lo definisce.Così uno dei simboli dell’anti-pittelismo, Bradascio ha presieduto la quarta Commissione consiliare permanente che si occupa di Sanità e si è dimesso proprio per le contrarietà alle politiche sanitarie del governatore Pittella, naufraga perché più che alla politica pensa a incrementare la già buona pensione che avrebbe. Dopo lo strappo con Pace che ha accettato, contro i suoi ordini, le primarie del centrosinistra proposte dal segretario regionale del Pd, Mario Polese, Bradascio a caldo, era il 14 gennaio scorso, dichiarò che sarebbe tornato in campo con  il gruppo dei materani che a lui fanno riferimento con la creazione di un movimento autonomo.  I calcoli per la pensione, però, hanno ribaltato i piani. Quando si dimise da consigliere regionale motivò la scelta per  motivi strettamente personali. Anche questa volta dopo l’ennesimo forfait potrebbe dire lo stesso: rinuncio alle regionale per motivi strettamente personali. Motivi personali che nella circostanza rispondono al nome di “un più tranquillo pensionamento”

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Ferdinando Moliterni

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