IL “CERCHIO MAGICO” CONTRO BARRESI

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All’Azienda sanitaria San Carlo di Potenza non è facile rimuovere certe incrostazioni create da un particolare intreccio venutosi a creare negli anni tra politica e gestione amministrativa delle vicende del nosocomio del capoluogo. Subito, a poco più che una settimana dal suo insediamento, il nuovo Direttore generale del San Carlo, il napoletano Massimo Barresi, ha nell’immediato incontrato resistenze e deviazioni in opposizione ad alcune disposizioni operative da lui emanate. La genesi della vicenda si colloca nella nota a firma di Barresi, inerente l’ordine di servizio del Direttore generale consistente nello spostamento di personale di una ditta esterna dalla sua segreteria all’Unità operativa Farmacia ospedaliera. Atto motivato per due ordini di ragioni.  All’Unità operativa di destinazione i dipendenti sarebbero stati più utili dato il molto lavoro, soprattutto arretrato, da fare. In secondo luogo perchè a detta del Direttore generale contenendo la sua segreteria dati sensibili meglio farci stare personale del San Carlo e non lavoratori di una società terza ed esterna. Il primo a intervenire con una tempistica che ha dell’incredibile è stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Michele Napoli. Ha attivato in prima persona, seppur in via ufficiosa e non pubblica, la sua moral suasion. Ma nulla: obiettivo mancato. Barresi, spiegando le sue ragioni, utilità e sicurezza, ha mantenuto la barra dritta. Per il più classico meccanismo dell’ubi maior, minor cessat, si è attivato il canale principale: quello attualmente più alto della piramide verticistica del potere politico-governativo. Al fallimento di Napoli è subentrata nella moral suasion l’assessore regionale alla sanità, nonchè governatrice facente funzioni, Flavia Franconi. Altro buco nell’acqua.  Allora i trasferimenti in questione sembrano essere finiti nel tritacarne Sanitopoli poichè rimpallati da una parte all’altra tra i due coindagati nell’inchiesta materana. La responsabile del personale Maddalena Berardi di suo pugno e a sua firma ha emanato un nuovo ordine di servizio che ha spostato i dipendenti dall’Unità operativa farmacia ospedaliera all’Unità operativa Affari generali al diretto servizio del coindagato della Berardi, Davide Falasca.

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Ferdinando Moliterni

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