IL PD A CASA DI GIANNI PITTELLA

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I pittelliani hanno deciso di riunirsi lontano dalla regione dove è in gioco il futuro politico del capo fazione Marcello Pittella. Così, distanti da orecchie indiscrete, il vertice segreto si è svolto nella capitale d’Italia, Roma, e precisamente nell’abitazione del parlamentare lucano, nonchè fratello maggiore del governatore sospeso, Gianni Pittella. Tema focale della gita fuori porta: come far digerire il Pittella bis ai colleghi, agli alleati già acquisiti e a quelli futuribili e possibili, ma soprattutto ai lucani. Perchè Pittella sulla sua candidatura a governatore non retrocede. Lascia aperto, come ha fatto nelle disquisizioni romane, un piccolo spiraglio a un suo passo di lato, che se avverrà accadrà alle sue condizioni, ma in pochi ci credono. Probabilmente neanche lui, anzi. Tutti questi mesi di esilio forzato da via Verrastro, dove ha sede la Regione Basilicata e dove c’è il suo ufficio da presidente, hanno ancor di più acceso, sarà per quel male geografico detto nostalgia, le sue ambizioni politiche. A Roma oltre l’ultra fedele Mario Polese, altri pochi seguaci sostenitori del “gladiatore” hanno potuto varcare la soglia di casa Pittella. Tra questi il capogruppo consiliare del Pd, Vito Giuzio, e, rispolverato dalla naftalina, l’ex diessino, nonchè ex assessore regionale Rocco Colangelo. Colangelo è apparso in prospettiva del piano B di Marcello, quello del passo di lato Significativo, ma in un certo senso dati gli sviluppi degli ultimi tempi anche prevedibile, l’assenza di due big del Pd con i quali Pittella dovrà giocoforza confrontarsi in vista delle regionali lucane: i parlamentari Salvatore Margiotta e Vito De Filippo.

Ulteriori approfonfimenti nell’edizione del Roma in edicola

 

 

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Ferdinando Moliterni

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