CONDANNATO L’ORCO DEI BABY CALCIATORI

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La Corte d’Appello di Potenza ha confermato, seppur parzialmente riformando la sentenza di primo grado, la condanna per il cinquantacinquenne di Campomaggiore ritenuto responsabile di violenze sessuali compiute su due adolescenti minorenni affetti da lievi ritardi mentali. La pena emessa dal collegio giudicante è stata di sette anni e mezzo a fronte dei nove anni di reclusione stabiliti in primo grado dal Tribunale di Potenza nell’ottobre del 2017. Per la

rideterminazione della condanna ha influito l’assoluzione dell’uomo sancita con la formula «perché il fatto non sussiste» relativa a una delle accuse inerente a un episodio di tentata violenza sessuale. La scabrosa e atroce vicenda è avvenuta in un paese della provincia di Potenza nel 2013. Diversi gli abusi sessuali oggetto del processo. L’uomo aguzzino costringeva le sue due giovani vittime, come le stesse hanno denunciato e raccontato agli inquirenti, a compiere e subire violenze sessuali di tutti i tipi tra cui rapporti completi. Varie le tecniche utilizzate dall’aggressore per raggiungere i suoi scopi. Inizialmente accompagnava alle avances omosessuali delle promesse di “pensierini”. Come potevano essere quella di offrirgli delle sigarette, di dargli piccole somme di denaro oppure di regalargli un pallone da calcio. Quest’ultimo dettaglio non casuale In quanto l’uomo era il custode del campo sportivo della locale squadra di calcio ai cui allenamenti partecipavano anche i due minorenni abusati. Dai “pensierini” l’uomo è poi passato alle minacce pur di ottenere le prestazioni omosessuali. I due giovani hanno raccontato di come li intimidiva con un coltello e anche, disse uno dei due minori, con una pistola, che poi a seguito di accertamenti è risultata essere finta.

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Ferdinando Moliterni

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