Le Cronache Lucane

NAUFRAGHI SENZA VOLTO – CADAVERI SENZA NOME NEL NOSTRO MAR MEDITERRANEO ROSSO SANGUE

Per la prima volta Cristina Cattaneo si è immedesimata fino in fondo nell’angoscia di genitori e figli che non hanno nemmeno certezza sulla fine dei loro cari, non possono seppellirli né onorarli perché continuano a chiedersi dove siano.

In tasca una pagella: la storia del bambino che abbiamo lasciato morire in mare

Era un piccolo migrante del Mali: si era cucito nella giacchetta una pagella con il massimo dei voti come curriculum per farsi accettare dalla “grande” Europa. Non gli abbiamo dato modo

Lo scrittore Paul Auster diceva che la verità è nei dettagli e che i dettagli fanno la storia.
Lo scrittore Giulio Cavalli che con “Carnaio” ha narrato una mostruosa miscela di cadaveri, potere, egoismo e denaro, spiega che quando i pescatori del Mediterraneo tirano su i corpi dei migranti ciò che resta nelle reti è “lesso”. La carne si sfalda. E’ l’acqua. E’ per colpa dell’acqua e del sale. E’ colpa di tutti quei giorni alla deriva, tra le onde

Cristiana Cattaneo fa il medico legale, ma ha scritto un libro. Si intitola “Naufraghi senza volto” (Cortina Editore). Come riporta Il Foglio: “In collaborazione con l’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per le Persone Scomparse, Cattaneo ha creato il primo protocollo al mondo per identificare le vittime di uno stillicidio che, dal 2001 a oggi, ha visto scomparire in mare oltre trentamila persone, cospargendo l’Italia di lapidi senza nome”.
Tra le mille, disperanti vicende riportate nelle pagine del suo libro tra pietas e disperazione ce n’è una che è il dettaglio di cui parla Paul Auster.
Il cadavere del naufrago ha età apparente 14 anni, provenienza Mali. Indossa una giacchetta. All’interno della tasca una pagella cucita con cura. Ha ottimi voti. Questo ragazzino di cui non sappiamo, non sapremo il nome, aveva sperato in un lasciapassare per un mondo più libero e più giusto, un mondo più accogliente, con la sua pagella da “perla rara”.

 

 

 

 

L’illustratore Makkox gli ha dedicato una struggente vignetta. Dolorosa. Di sale, come le lacrime.
C’è sempre un prima e un dopo nelle storie dei migranti, così simili a quelle dei terremotati, di chi a un certo punto si trova costretto a lasciare, a fuggire, ad andare via di corsa dalla sua casa e porta con sé, un particolare che fa la storia. Una foto, una ciocca di capelli, un documento, uno scritto, un biberon, una maglietta. Sono le ferite loro e le cicatrici nostre. Sono storie negate che galleggiano. Una pagella per dire al mondo: prendetemi con voi, studio e sono bravo.

Non è arrivato in tempo per dircelo. Chissà che ingegnere abbiamo perso, che meccanico, che fisico, che matematico o che poeta.
Età apparente 14 anni.

Com’è profondo il mare. Come sono buie, buie come un pozzo, le coscienze di chi non alza un dito davanti a questa strage.
La pagella cucita dentro la tasca, per mostrare, dal Mali all’Europa, che lui era bravo

 

 

Sono anni che Cristina Cattaneo fa il medico legale, il “taglia-morti” come si chiamano fra colleghi, e si occupa di cadaveri senza nome.

Questo la porta spesso a trattare con i parenti di persone decedute, per i quali ha sempre grande compassione. Fino a cinque anni fa, però, non sapeva fino in fondo ciò che provavano.

Poi nell’ottobre 2013 è morto suo padre, proprio mentre all’estremo opposto della penisola italiana un peschereccio con più cinquecento migranti a bordo naufragava al largo di Lampedusa, uccidendo 368 persone.

Questa coincidenza, questo lutto condiviso con i parenti sconosciuti delle vittime di quella tragedia, ha creato un legame emotivo, un attaccamento speciale a quella che, da allora, è diventata la crociata della sua vita: identificare le salme senza nome. Quando è diventata orfana, Cattaneo ha capito cosa significa veramente stare “dall’altra parte”.

Per la prima volta si è immedesimata fino in fondo nell’angoscia di genitori e figli che non hanno nemmeno certezza sulla fine dei loro cari, non possono seppellirli né onorarli perché continuano a chiedersi dove siano.

 

 

Oggi questo medico 54enne ha scritto un libro (“Naufraghi senza volto”, Raffello Cortina Editore) in cui racconta la storia di questa crociata che l’ha portata, in collaborazione con l’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per le Persone Scomparse, a creare il primo protocollo al mondo per identificare le vittime di uno stillicidio che, dal 2001 a oggi, ha visto scomparire in mare oltre trentamila persone, cospargendo l’Italia di lapidi senza nome.

Cristina Cattaneo dal suo studio al primo piano del Labanof, acronimo dal sapore sovietico che indica l’istituto dell’Università di Milano in cui insegna, ricorda :

“All’indomani del naufragio del 3 ottobre 2013, la domanda che mi posi fu: per qualunque disastro aereo, tsunami o terremoto, qualcuno si muove sempre”
“Anche se si tratta di paesi in difficoltà, di solito si fa qualche cosa per identificare le vittime. Su questa tragedia: zero”

Grazie all’ondata di solidarietà che le centinaia di bare accumulate a Lampedusa causano nell’opinione pubblica e nel governo, l’Ufficio per le persone Scomparse si scuote dall’inerzia e nel 2014 affida al Labanof il compito di raccogliere i dati post mortem (ricavati da cadaveri e resti) e quelli ante mortem (ottenuti da familiari di scomparsi) per creare una banca dati e metterli a confronto, nella speranza di identificare i migranti.

Un lavoro che tanti inizialmente credono addirittura impossibile: da un lato ci sono i dati post mortem, spesso ignorati o raccolti secondo protocolli diversi e dispersi negli archivi delle Procure di mezza Italia. Dall’altro i dati ante mortem, con parenti sparsi in Paesi non identificati, che neanche immaginano che qualcuno in Italia si stia occupando dei loro morti, tanto sono abituati all’indifferenza del mondo. Eppure un lavoro così importante, non solo per il rispetto della dignità degli esseri umani.

“Per evitare che i parenti sopravvissuti finiscano nel limbo straziante del lutto ambiguo, condizione che rischia di portare a patologie psichiatriche gravi”
“Ma anche per adempimenti amministrativi importanti. Ricordo il caso di un bambino in Somalia la cui madre, già vedova, morì nel naufragio del 3 ottobre: non riusciva a ricongiungersi con l’unica zia che gli rimaneva in Svezia perché non aveva un certificato di morte. Identificando il corpo della madre, l’abbiamo aiutato”

Il libro svela alcuni episodi strazianti di questa sfida umanitaria che continua da quattro anni in un clima politico ed economico sempre più difficile, nota l’anatomopatologa,

“con poche centinaia di migliaia di euro si potrebbero identificare tutti”

Durante le interviste ai parenti delle vittime, una donna arrivata da Stoccolma riconosce il numero del suo cellulare svedese annotato con la grafia del fratello su un taccuino trovato addosso a un cadavere irriconoscibile.

In un’autopsia, Cristina Cattaneo trova un fagottino pieno di terra legato all’interno di una maglietta di un cadavere con un cordino: un ricordo del paese lasciato per sempre.
In un’altra, una pagella piegata con cura, cucita nella povera tasca di un quattordicenne del Mali: la speranza del suo viaggio verso l’Europa.

A oggi sono 1.484 le schede post mortem raccolte da 17 naufragi diversi e più di 300 quelle ante mortem.

Le salme identificate sono meno di cinquanta, i casi di compatibilità ancora da approfondire un centinaio. Da un certo punto di vista si potrebbe dire una goccia nel mare, ma per Cristina Cattaneo non è questo che conta.

 “Abbiamo tolto delle persone dalla morsa del non sapere e dimostrato a tutti che questi morti possono essere identificati. Abbiamo creato la traccia di un modello procedurale da seguire e ampliare, perlomeno in Europa, per continuare a lavorare”

 

CRISTINA CATTANEO

Nata a Casale Monferrato (AL), 18.01.1964

Indirizzo lavoro: Sezione di Medicina Legale, Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute,

Università degli Studi, via L. Mangiagalli 37, 20133 Milano

Tel.: +39 02 50315678/9

Email: cristina.cattaneo@unimi.it

ISTRUZIONE E FORMAZIONE

1982 Maturità Classica, Liceo Classico Carlo Alberto, Novara

1987 BSc Biomedical Sciences, McGill University, Montreal, Canada

1989 MA Osteology, Palaeopathology and Funerary Archaeology, The University of Sheffield, Sheffield, UK1991 PhD(Dottorato di ricerca), Pure Sciences, The University of Sheffield, Sheffield, UK

1994 Laurea in Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano

1994 Abilitazione alla professione di Medico Chirurgo

1994 Iscrizione all’Albo Professionale per Medici e Chirurghi della Provincia di Alessandria

1998 Specializzazione in Medicina Legale e delle Assicurazioni, Università degli Studi di Milano

INSEGNAMENTO E RICERCA SCIENTIFICA

Dal 2006 Professore Associato confermato di Medicina Legale e delle Assicurazioni (MED 43) presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia; Università degli Studi di Milano(con abilitazione nel 2014 ANVUR al ruolo di Professore Ordinario)

2004-2006 Maitre de Conference-Visiting Professor presso la Facoltà di Medicina de l’Université de Montpellier, Francia

Dal 2003 Professore a contratto di Antropologia per il Corso di Laurea in Scienze Naturali e Scienze dei Beni Culturali, Università degli Studi di Milano

2002-2006 Ricercatore presso l’Istituto di Medicina Legale, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano

1991-1992 Clinical Scientist il Regional Blood Transfusion Centre di Sheffield, Sheffield, UK 2

1990-1991 Research Assistant The University of Sheffield e il Regional Blood Transfusion Centre di Sheffield, Sheffield, UK

Dal 1988-2000 Consulente e collaboratrice in Antropologia Fisica e Osteologia Umana presso il Laboratorio di Archeobiologia del Museo Civico Giovio di Como

Le aree di ricerca scientifica nelle quali ha pubblicato oltre 200 articoli scientifici su riviste nazionali ed internazionali con impact factor, oltre a libri e capitoli di libri, sono identificazione di cadavere, identificazione di vivente, medicina legale, patologia forense, maltrattamenti, abuso sessuale, antropologia archeologica.

Ha pubblicato anche su riviste quali Nature, Lancet, Forensic Science International, International Journal of Legal Medicine, Journal of Forensic Sci

ences.

Ha partecipato a oltre 300 congressi.

Ha ottenuto finanziamenti dalla Comunità Europea con l’Università di Vilnius e di Dusseldorf, in particolare su 3 progetti:

“Optimisation of methods for identification of persons on photographs (photoidentification): a contribution to combat and prevent crime in Europe” JLS/2005/AGIS/085, STOP II no. JAI/2002/STOP/132

“Development of a software for an automated identification of pornographic material as “child pornography” by age estimation based on the facial proportions of the victims” AGIS/2005-2007/054

“Automated age estimation and identification of juvenile victims on pedopornographic contents” ISEC/2007/451

E’ partner associato del progetto The new methodologies and protocols of forensic identification by craniofacial superimposition (MEPROCS) dal 2011 Ha ottenuto un finanziamento dalla Regione Lombardia per la realizzazione del progetto “Studio, valorizzazione e informatizzazione della popolazione scheletrica Lombarda dall’epoca preromana al medioevo”

(2006-2008).

È membro e/o relatore di Scuole di dottorato in Italia, Francia, Repubblica Ceca e Danimarca e titolare di corsi di perfezionamento e di Master.

ATTIVITA’ SOCIO-ASSISTENZIALE E PERITALE

ATTIVITA’ DI AUTOPSIA E SOPRALLUOGO e DI PATOLOGIA FORENSE CLINICA

Consulente tecnico e perito per Procure e Tribunali in Italia, del Canton Ticino, UK e Francia in materia di: attività autoptica e necroscopica in casi di morti sospette; identificazione di cadavere e resti umani; disastri di massa; sopralluogo giudiziario; ricerca e recupero di resti umani occultati; lesioni personali; diagnosi di età sul vivente; identificazione fisiognomica del vivente da sistemi di videosorveglianza; identificazione di materiale pedopornografico; abusi e violenza sessuale; maltrattamento sui minori

DIRETTORE DEL LABANOF (cfr. CV Labanof)

Dal 1995 Responsabile del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense (LABANOF) dell’Istituto di Medicina Legale e delle Assicurazioni dell’Università di Milano. In particolare, da qui inizia il lavoro criminalistico e umanitario che porterà a collaborazioni con organi nazionali ed internazionali quali il Ministero dell’Interno e ICRC – International Committee for the Red Cross relativo alle persone scomparse e ai cadaveri senza identità e ai dead migrants.

MALTRATTAMENTI E VIOLENZA SESSUALE

Dal 1998 membro, in qualità di medico legale, dell’SVSeD (Soccorso Violenza Sessuale e Domestica) della Clinica Mangiagalli di Milano e dal 2011 dello SBAM (Sportello Bambini Maltrattati e Abusati) presso la Clinica De Marchi.

Da due anni collabora con il Comune di Milano per la valutazione di segni di tortura sui richiedenti asilo politico e per la valutazione dell’età dei minori non accompagnati.

ARCHEOLOGIA E STORIA

Dal 1988 si occupa dello studio antropologico e patologico di popolazioni antiche (oltre 100 popolazioni presso Soprintendenze per i Beni Archeologici di Lombardia, Piemonte, Puglia, Liguria, Veneto), con scavi di alcuni siti archeologici.

Consulente in materia di antropologia fisica, paleopatologia ed osteologia per la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia e per l Museo Archeologico di Milano

INCARICHI SPECIALI

Dal 2014 membro del Forensic Advisory Board della International Committee for the Red Cross (Ginevra)

Dal 2010 membro del consiglio direttivo del GIPF –

Gruppo Italiano Patologi Forensi.

Nel 2010 Associate Editor della nuova Encyclopedia of Forensic Sciences (Wiley).

Maggio 2008 e nel Gennaio 2009 Relatore al Consiglio Superiore della Magistratura sulle nuove tecnologie e problematiche nella medicina legale.

Dal 2007 membro del consiglio direttivo della SIMLA (Società Italiana di Medicina Legale).

Dal 2007 consulente medico legale per il Commissario Straordinario per le persone scomparse, Ministero dell’Interno, per la costituzione della banca dati nazionale delle persone scomparse e dei cadaveri senza identità.

Dal 2005 Associate Editor della rivista Forensic Science International.

Dal 2005 membro del DVI team (Disaster Victim Identification) Interpol della Polizia Svizzera.

Dal 2003 segretario e dal 2009 vice – presidente del FASE (Forensic Anthropology Society of Europe), subsection dello IALM (International Academy of Legal Medicine).

MISCELLANEA

Aprile 2008 Ospite al FEST – Festival dell’Editoria Scientifica, Trieste.

Partecipazione per la divulgazione scientifica della medicina legale e dell’antropologia forense a Quark 2006, Radio3Scienze 2008, 2010, Bergamo Scienza 2009.

Divulgazione scientifica tramite saggistica Mondadori (Morti senza Nome 2005, Turno di Notte

2007, Certezze Provvisorie 2010) e la casa editirice Cortina (Crimini e Farfalle 2006); Programma radiofonico “Corpi”, Radio 24, luglio – settembre 2010, riguardante il mondo della medicina legale.

 

 

 

 

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