PRIMARIE A FEBBRAIO, FORSE

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In tempi non sospetti, era novembre dell’anno scorso, il Roma lo aveva riportato: il consigliere regionale Aurelio Pace si è già “fumato” Bradascio. Si trattava di un incontro avvenuto tra Pace, Pittella e l’ex presidente della Regione Basilicata, Tonio Boccia dal quale emerse come Bradascio, emblema dell’anti Pittellismo, sia stata una carta di scambio tra Pace e il Partito democratico ai fini di un rilevante tornaconto personale per il consigliere di Contrada Dragonetti. Oggi si è avuta la conferma: Bradascio ha ritirato la candidatura a presidente della Regione nonchè l’adesione al partito di Pace: Progetto Popolare. Con buona pace delle garanzie offerte a suo tempo dal consigliere regionale Paolo Galante. Non è questo l’unico dato emerso dal tavolo del centrosinistra convocato da Mario Polese. Il centrosinistra ha rimesso in moto le diplomazie per le prossime regionali lucane che come è noto la sentenza del Tar, annullando l’«eccentrico» election day della Franconi, ha anticipato dal 26 maggio a quasi sicuramente il 24 marzo. Sono state convocate, con l’approvazione di tutti gli alleati tranne quella di Luigi Scaglione per Centro democratico – +Europa, le primarie per il 10 febbraio. Liberi e uguali, presente alla riunione, non d’accordo ha abbandonato il tavolo. Sia per il disappunto con le primarie, tardive e inutili, sia perchè il partito rifiuta di allearsi col Pd, preferendogli Carmen Lasorella e il sindaco di Potenza Dario De Luca, se il candidato governatore resta Marcello Pittella. Il Pd, però va avanti. La scelta della consultazione popolare, però, sembra non essere così inamovibile. Non è detto che le primarie possano essere revocate a giorni se si troverà l’intesa diplomatica sul candidato presidente. Il reggente nazionale Orfini ha lasciato a Polese & Company l’autonomia di scelta. Preferirebbe il passo di lato di Pittella e la coalizione con Leu, ma i dem lucani possono fare come vogliono. Più che altro per una questione di quantità, perchè sulla base degli alleati di Speranza non è che la qualità sia migliore. Intanto nel Pd ai contrari alle primarie e al Pittella bis, Santarsiero e Lacorazza, si è unito il senatore Salvatore Margiotta. «Convocare primarie – ha commentato Salvatore Margiotta – cui hanno espresso contrarietà, perplessità e non adesione alcune forze del centrosinistra e su cui vi sono profondi distinguo all’interno del Pd va invece in direzione contraria e ostinata alla costruzione di un centrosinistra compatto e competitivo».

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Ferdinando Moliterni

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