CLORO SPORCO: NEL MIRINO LE DIGHE LUCANE

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Nel mirino degli inquirenti della Procura di Bari sugli illeciti nelle gare di fornitura di cloro ad Acquedotto pugliese sono finite anche le due dighe lucane, quella del Pertusillo e quella di Monte Cotugno che alimentano gli omonimi impianti di potabilizzazione. Non è tutto. Nell’inchiesta “Cloro sporco” dei pm Claudio Pinto e Luciana Silvestris, coordinati dall’aggiunto Lino Giorgio Bruno, che ha portato agli arresti domiciliari di Donato D’Agostino, vicepresidente di Confindustria Bari e amministratore della omonima società barese di forniture chimiche, e del chimico Francesco Loliva responsabile del laboratorio interno, compare tra gli indagati anche l’ultra sessantenne lucano, nato a Trivigno, ma residente a Potenza, Michele Carmelo Marino. Marino è iindagato in qualità di titolare dell’omonima ditta individuale “Ica” che ha sede legale proprio a Trivigno. L’azienda, attiva dal 1978, è tra quelle fornitrici tra il 2008 e il 2016 di prodotti chimici, nella quasi totalità dei casi ipoclorito di sodio, venduti «prevalentemente all’Acquedotto Lucano e in minima parte a realtà private e Comuni della Zona». Secondo gli inquirenti baresi dal Pertusillo e da Montecotugno, passando per Caposele e gli impianti sussidiari, Cocumella e Conza della Campiania, inclusi anche il Fortore e il Sinni, sarebbe stato immesso un disinfettante per potabilizzare l’acqua diverso da quello acquistato in ingenti quantità da Acquedotto di Puglia. Marino con altri, è accusato di aver operato «mediante collusioni ed altri mezzi fraudolenti» per contribuire ad alterare il regolare funzionamento di vari appakti di Acquedotto pugliese, tra cui quello per l’approvvigionamento di cloro per l’impianto Sinni, per far conseguire l’aggiudicazione alla società “Chimica D’Agostino”. Nello specifico «D’Agostino e Marino presentavano offerte coordinate e concordate, solo apparentemente distinte ed autonome, in realtà frutto di accordo preventivo sui contenuti specifici delle rispettive offerte, con il contributo consapevole di Introna Vincenzo e Troccoli Nicola che, in qualità di membri della Commissione aggiudicatrice, a conoscenza della collusione e dei mezzi fraudolenti citati, ne agevolavano l’aggiudicazione alla “Chimica D’Agostino”».

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Ferdinando Moliterni

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