TRIVELLE NELLO JONIO: «SI POTEVANO EVITARE»

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Mentre il ministro Costa ed il vice premier Di Maio, prendono le distanze dall’iter autorizzativo per tre sondaggi petroliferi nel mar Jonio tra Puglia, Basilicata e Calabria, infuria la polemica su quella che si ritiene una sorta di schizzofrenia a 5 Stelle sui temi ambientali.
La Regione Puglia ha già preannunciato ricorso al Tar del Lazio, e sarà certamente seguita dalla Basilicata, mentre Costa ha dichiarato che non firmerà mai alcun provvedimento autorizzativo, per non tornare indietro alla “preistoria”, in materia energetica. Di Maio, invece, ha buttato la croce sul precedente Governo, che avrebbe impostato un iter autorizzativo impossibile da fermare senza incorrere in reati penali, appellandosi ai giudici, affinchè fermino il percorso. Ma il coro dei no alle trivelle in mare come sempre in Basilicata si leva dal consigliere regionale Piero Lacorazza che ancora una volta è schierato in prima fila, come anni fa per dire no alle ricerche in mare per difendere la sua regione. Una totale opposizione che il consigliere Lacorazza argomenta e motiva. Ascoltiamo

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Maria Fedota

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