TRIVELLE, REGIONI DELLO IONIO IN GUERRA

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Dopo Ilva e Tap, si parla di “tradimento cinquestelle” anche sulle trivelle. Trasversale dalla Puglia, alla Basilicata, alla Calabria la polemica, dopo il via libera alle esplorazioni petrolifere nel mar Ionio, dal governo. Immediata le smentite dai cinquestelle. L’ultima, direttamente da Grillo: “Trivelle costose, pericolose e insostenibili”, “Confermo il NO alla ricerca di petrolio”.  Il ministro Costa altrettanto smentisce secca,ente la notizia: “Mai firmato autorizzazioni”, e rilancia : il via libera è il “compimento obbligato di un sì dato dal governo precedente”.

Ma gli esponenti politici delle regioni che affacciano sullo Io Ionio annunciano una battaglia senza tregua e rilanciano la lotta alle trivelle. In Basilicata in prima linea si schiera nuovamente il consigliere regionale della Basilicata Piero Lacorazza. A dargli man forte il governatore pugliese Michele Emiliano che ha invitato per il 14 gennaio a Bari, le componenti del Comitato promotore dei referendum antitrivelle, svolto il 17 aprile 2016, quando pugliesi e lucani votarono per il 95% in difesa dell’ambiente e contro le trivelle. Infatti, Emiliano nelle scorse ore si è detto pronto a fare ricorso. Al fianco della Puglia pronte a schierarsi per il ricorso anche Basilicata e Calabria. Il governatore della regione Calabria, Oliviero, annuncia senza mezzi termini: lContrasteremo con tutti i mezzi a nostra disposizione tali attività sulle nostre coste e nei nostri mari”.

Provocatorio l’intervento del consigliere lucano Lacorazza che chiede al governo “Dov’è finita la delibera del Consiglio dei Ministri che blocca il permesso di ricerca di idrocarburi a Masseria LaRocca Montegrosso tra Brindisi Di Montagna e Potenza?” 

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