ELECTION DAY: «AL TAR VINCEREMO»

Condividi subito

«Sono certo che il Tar di Basilicata annullerà il decreto Franconi e ci darà ragione, bisognava votare massimo a gennaio». Così al Roma il consigliere regionale Nicola Benedetto alla vigilia dell’udienza del Tar dove torneranno in aula i ricorsi sul decreto Franconi, dei quali quello del consigliere è stato il primo depositato.  Il tema della data delle regionali lucane si è intrecciata, fino a poco tempo fa per poi separarsi indissolubilmente, con le votazioni analoghe di Abruzzo e  Sardegna che però a differenza della Basilicata, che ha optato per l’election day in concomitanza con europee e amministrative, voteranno entrambe a febbraio. Come ha spiegato al Roma Francesco Pagano, l’avvocato che ha scritto il ricorso sostenuto da Benedetto, «con una sentenza a noi favorevole immediatamente esecutiva, considerando i 60 giorni più 6 per indire nuove elezioni, si voterebbe a marzo. Guadagneremo ben due mesi». Le opposizioni motivano l’election day come frutto della strategia dilatoria del Pd messa in atto per attendere che il governatore sospeso, Marcello Pittella, che i dem lucani vogliono ricandidare alla poltrona più alta della Basilicata, si liberi dai lacci della Severino nei quali è incappato a seguito dell’inchiesta Sanitopoli su appalti e concorsi truccati nella sanità lucana. Pittella da quel luglio scorso fino al Riesame bis del 28 dicembre è incappato in un verdetto negativo dopo l’altro e non è riuscito ancora a recuperare la piena agibilità politica. Ora la questione dipenderebbe dal Gup Onorati, al quale il pm Colella ha chiesto il rinvio a giudizio, e probabilmente i legali del governatore, i professori Donatello Cimadomo e Franco Coppi, rinnoveranno l’istanza per chiedere la revoca del divieto di dimora a Potenza. Politicamente è altrettanto vero che la tornata unica per Europee, regionali e amministrative fa comodo in Basilicata anche a Lega e soprattutto ai Cinquestelle. I due partiti sperano nell’effetto traino per fare, ognuno per parte sua, l’en plein. La Lega, attualmente commissariata in Basilicata, vuole, tra le altre cose, piazzare sulla poltrona di primo cittadino di Potenza un suo esponente. I cinquestelle, invece, sperano di evitare le figuracce elettorali subite nelle varie elezioni italiane susseguitesi dal 4 marzo scorso in poi, nelle quali l’associazione del simbolo a un nome locale ha fatto crollare vertiginosamente il bacino di voti.

Condividi subito

Ferdinando Moliterni

3807454583