MORTE MATTIA MINGARELLI, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: SMETTETE DI SPECULARE SU UNA MORTE ACCIDENTALE

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Dottoressa Franco cosa vorrebbe dire agli opinionisti che si sono espressi sul caso Mingarelli lasciando intendere che possa trattarsi di omicidio?
Smettete di speculare su una morte accidentale. Non ci si inventa criminologi, servono competenze e conoscenza della casistica per esprimersi su un caso giudiziario. Non solo certe inferenze da profani espongono i loro autori al ridicolo ma danneggiano la vita del signor Giorgio Del Zoppo e impediranno ai familiari di Mingarelli di farsi una ragione della morte accidentale del loro caro.

C’è chi ha recentemente affermato pubblicamente che “non è possibile stabilire se sia sempre rimasto lì quel cadavere”, è vero dottoressa?

Evidentemente chi ha detto questa sciocchezza non ha mai sentito parlare di macchie ipostatiche. Lo studio delle macchie ipostatiche ha permesso al medico legale di escludere che il cadavere sia stato spostato. Le risultanze dell’esame medico legale non sono un optional anche se da parecchio tempo mi sembra vada di moda ignorarle. Peraltro nessuno sposterebbe un corpo dopo aver dato l’allarme e con le ricerche in corso, tantomeno per non occultarlo.
Lei ritiene che ci sia qualcosa di “strano” in questo caso?
Non c’è proprio nulla di strano nella morte del Mingarelli, tutti i dati in nostro possesso permettono di concludere senza ombra di dubbio per una morte accidentale.
Non c’è nulla di strano neanche nel fatto che il corpo sia stato ritrovato per caso, rientra nella norma che le ricerche dei cadaveri falliscano.
Dottoressa, cosa è successo?
Mattia aveva bevuto alcolici almeno in tre occasioni quel pomeriggio, si è sentito male appena uscito dal rifugio “Ai Barchi”, forse una congestione, ha infatti vomitato e in quell’occasione ha perduto il telefono, e poi, dopo aver camminato poche centinaia di metri, con tutta probabilità ha urtato il volto contro un ramo provocandosi una ferita sopra l’occhio, è scivolato, ha battuto la testa producendosi una frattura occipitale ed è morto per assideramento.
Non sono state identificate dal medico legale infatti né lesioni da difesa né segni di una colluttazione che possano far ipotizzare che sia stato vittima di un’aggressione.
GIORGIO DEL ZOPPO

Il racconto di Giorgio Del Zoppo è stato definito “confuso” e “strano”, lei cosa ne pensa?

Per esprimersi nel campo dell’analisi del linguaggio servono competenze che si maturano in molti anni di studio.
Non c’è niente di “confuso” né di “strano” nelle parole del Del Zoppo, il suo racconto è sempre stato lo stesso ed è un racconto credibile e circostanziato.
Se Del Zoppo avesse ucciso Mattia non avrebbe raccontato di essersi intrattenuto con lui per due volte quel pomeriggio né avrebbe conservato il suo telefono né avrebbe escluso un possibile malore anzi avrebbe fatto di tutto per accreditarlo.
E la storia del cane Dante?
Che vuole che le dica, qualche tempo dopo la caduta di Mattia evidentemente il cane ha preferito andare a giocare col cane del Del Zoppo, Dante è un cane da compagnia, non capisco perché gli si vogliano attribuire dei “super poteri” che neanche i cani da ricerca hanno nonostante siano addestrati.

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