LEGGIERI E PERRINO CONTRO IL PD

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Un durissimo comunicato stampa è stato diramato dai consiglieri regionali delle Movimento 5 Stelle Perrino e Leggieri. “Lo scandalo che ha investito l’estate scorsa la sanità lucana e messo nero su bianco dall’inchiesta della procura di Matera – si legge nel documento – ha messo nero su bianco le storture e lo squallore di pratiche clientelari che qualcuno, forse colto da delirio di onnipotenza, riteneva potesse considerarsi la normalità. Oggi come se non bastasse ci tocca registrare altri tipi di deliri; quelli di una parte della maggioranza consiliare e di altri personaggi politicamente marginali che si sono scagliati in maniera veemente contro le decisioni del riesame. Un’operazione becera quella messa in atto dalla corrente maggioritaria del PD lucano. I cassazionisti della ultima ora nostrani e gli esperti garantisti a giorni alterni farebbero meglio a chiedere scusa e ad abbassare i toni. Queste uscite non fanno altro che confermare la protervia di certa classe politica e l’egoismo che spesso ha caratterizzato le scelte politiche in questa regione. Non a caso si è optato per indire le votazioni il più tardi possibile, il 26 maggio. Nel frattempo nel mondo reale l’agonia della nostra regione continua inesorabile ma a Polese e Giuzio questo non sembra interessare. Dovrebbero comprendere che la Basilicata non è un’appendice dei loro interessi personali e politici ed imparare a rispettare tutti i livelli dei poteri che contribuiscono a limitare le derive che troppo spesso purtroppo siamo costretti a registrare e che mettono in serio pericolo la tenuta della complessa società italiana”. Il comunicato stampa dei consiglieri regionali pentastellati Perrino e Leggieri si conclude con un’ultima amara constatazione. “La corte di cassazione evidentemente in questa fase non può essere considerata come l’entità che tutto può decidere, per cui sarebbe il caso di avere il buon senso e l’umiltà di attendere che si concludono tutti i passaggi previsti dalla legge, compresi quelli che chiamano in causa i giudici dei tribunale di periferia”.

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Vittorio Laviano

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