PITTELLA: UN’ORA DI FUOCO AL RIESAME

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Poco più di 60 minuti: tanto è durata l’udienza del governatore Pittella al Riesame di Potenza. In aula dinanzi il collegio giudicante costituito da Gubitosi, Stante e Cozzino da una parte il pm Colella, in rappresentanza della tesi accusatoria dell’inchiesta Sanitopoli, e dall’altra l’avvocato difensore di Pittella, il professore Cimadomo. L’esito del nuovo esame, rinviato nel capoluogo dalla Cassazione, è atteso a ore, anche se non è escluso che il giudizio possa slittare di un giorno. Ad ogni modo la rincorsa politica di Pittella verso le prossime regionali riparte da questi 60 minuti al Tribunale della Libertà. Obiettivo: scrollarsi dal macigno del divieto di dimora a Potenza, confermato due settimane fa dal Gip di Matera Rosa Nettis, che mantiene in piedi la sospensione dalla carica e che è ostativo al ritorno in Regione. Per quanto la Cassazione si sia pronunciata ora per allora, relativamente alla conferma dei domiciliari sanciti in doppia battuta lo scorso luglio, i giudici di Potenza non potranno non valutare, seppur indirettamente, questioni di cogente attualità. Le indagini sono chiuse da mesi e la legislatura attuale è terminata a novembre. Il governo regionale amministra l’ordinario e l’unico problema potrebbe essere quella «captatio benevolentiae nei confronti degli elettori» proibita perchè, tra i vari motivi, chi governa in proroga fino a nuove elezioni comunque deve «assicurare una competizione libera e trasparente». In ogni caso uno dei passaggi chiave delle motivazioni degli “ermellini”, probabilmente quello che teoricamente più rappresenta un cruccio per i giudici potentini, è quello nel quale viene chiesto il perchè a luglio scorso si sia «omesso di indicare gli elementi specifici dai quali desumere l’attualità del rischio di reiterazione dei reati nonostante la intervenuta sospensione dell’indagato dall’incarico ricoperto». Considerando però che lo sospensione non intervenne aliunde, e pertanto non per altri fatti diversi dall’inchiesta Sanitopoli, verosimilmente l’interpretazione che ne emerge è che il divieto di dimora a Potenza sarebbe potuto bastare già allora ad indagini non chiuse e in «fase magmatica». Il giudizio del Riesame sarà, sia se con esito positivo nei confronti di Pittella, sia se con verdetto a lui sfavorevole, quantomai decisivo per il prosieguo politico del governatore e del Pd che lo attende per ricandidarlo

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Ferdinando Moliterni

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