INDENNITÀ GUARDIE MEDICHE: TUTTI ASSOLTI

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E’ stata una  una vittoria totale delle difese nei confronti della magistratura contabile quella relativa al processo sulle indennità dei medici della continuità assistenziale che ha visto 14 imputati, tra politici, funzionari e dirigenti dell’ex Giunta regionale De Filippo. Il collegio giudicante ha dichiarato «prescritto il danno dedotto limitatamente alle “indennità di rischio, usura macchina, assistenza pediatrica” erogate entro il mese di aprile 2012» e rigettato per il resto le richieste dell’accusa poichè ha  giudicato «esente da responsabilità amministrative» tutti gli imputati che ha «conseguentemente assolto». A Vito De Filippo, Vincenzo Folino, Roberto Falotico e agli altri veniva contestato, con riferimento agli anni 2012 fino a tutto il 2016, un danno erariale complessivo di oltre 18 milioni di euro. Le indennità corrispondono in totale a 5 euro orari in più rispetto alla normale retribuzione e sono state così stabilite: 4 euro  per i rischi derivanti dalla peculiarità del servizio, 50 centesimi per usura della macchina in caso di utilizzo di un proprio automezzo e altri 50 centesimi per l’assistenza resa alla popolazione in età pediatrica. Indennità che trovano la loro giustificazione «nella rischiosità del servizio svolto e a cui i medici sono evidentemente esposti, atteso che gli stessi sono chiamati a svolgere i loro compiti, oltre che negli orari notturni, anche in giorni prefestivi e festivi nei quali la sorveglianza da parte delle forze dell’ordine è limitata». E ancora il collegio giudicante giustifica le indennità citate «considerato che l’impegno lavorativo si esercita presso ambulatori e strutture disseminate sull’intero territorio regionale, talvolta ubicati in zone di montagna isolate e impervie ed in condizioni climatiche avverse e tutto questo anche sul versante specifico del rischio professionale connesso alla gestione di patologie gravi ed urgenti, la cui risoluzione, per la peculiare conformazione della regione Basilicata, impone, oggettivamente, ai medici operanti in questo territorio un livello di rischio molto più elevato rispetto ai colleghi di altre regioni».

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Ferdinando Moliterni

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