GIALLO DG AL SAN CARLO DI POTENZA

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La Sanità lucana continua a rappresentare un magma frenetico in costante evoluzione nel quale gli aggiornamenti sono all’ordine del giorno. L’ultimo è di quelli clamorosi e per quanto riguardi la Basilicata reca come indicazione sulla targa di provenienza: Lombardia. Il presidente della Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana, ha nominato i nuovi direttori generali che dirigeranno le 8 Ats (le ex Asl), le 27 Asst e i 4 Irccs della Lombardia. Tra i nuovi Direttori generali, con somma sorpresa compare il neo eletto, solamente a novembre scorso, alla direzione dell’Azienda sanitaria del San Carlo di Potenza: Angelo Cordone. Proprio così. Anche lì, al Nord, hanno scelto il 64enne originario di Pineto in provincia di Teramo. I lombardi lo inquadrano come nuovo. In quanto, in agro milanese e precisamente all’Azienda socio sanitaria territoriale Melegnano e Martesana Angelo Cordone è stato designato come sostituto di Mario Alparone. Sono molti gli interrogativi che sorgono. Per esempio lo slittamento, qualche giorno fa, della firma in Regione Basilicata per la sottoscrizione del contratto “a decorrere da gennaio”. L’incontro, per l’apposizione delle famigerate firme, tra la facente funzioni Flavia Franconi, e il forse “neo”, il condizionale è d’obbligo, Dg del San Carlo è saltato all’ultimo. Casualità o causalità? Per Cordone l’evento potrebbe anche rivelarsi salvifico. In quanto essendo sostanzialmente libero da vincoli ora dal non avere nulla all’avere ben due offerte, di cui una prestigiosissima in Lombardia, ha solo che da scegliere. Non è tutto, vi è di più. In Lombardia quella di Angelo Cordone viene etichettata come una candidatura in quota Forza Italia. Mentre in Basilicata è stato scelto dalla Giunta Pd, in Lombardia lo stesso è accaduto con una Giunta Lega e una nomina in quota Forza Italia. Chissà se, poi, centra in questo walzer di doppie nomine anche la partita della presidenza dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla cui poltrona ambisce proprio Flavia Franconi. Questi e altri interrogativi avvolgono lo strano caso del doppio nominato

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Ferdinando Moliterni

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