NEL 2019 SARÀ CELEBRATO NITTI

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Dalla Basilicata – ovvero da uno dei tanti “sud” del Paese – all’Europa, passando per la visione di una nuova Italia, rappresentano le radici e il filone principale di un meridionalismo di Francesco Saverio Nitti (nato a Melfi nel 1868 e morto a Roma nel 1953) ancora attuale e necessario per un dibattito aperto nel vecchio Continente. Temi, questi, che saranno affrontati nell’anno dedicato allo statista lucano, per un programma di celebrazioni che abbraccia i 150 anni dalla nascita e i cento dalla formazione del governo Nitti, da lui presieduto nel 1919: un crocevia che attraversa anche la Conferenza di pace di Parigi, con il suo ampio significato per la storia geopolitica dell’Europa. Il calendario delle celebrazioni, e il documentario realizzato da Rai Storia, sono stati presentati stamani, a Potenza, nell’Aula magna dell’Universita’ della Basilicata: da gennaio dibattiti e conferenze si svolgeranno nei luoghi simbolo della vita di Nitti (Melfi, Napoli, Milano, Roma, Maratea e Parigi), per raccontare “la ricchezza della personalita’ – hanno spiegato gli organizzatori – nel quale vivono un originale economista e un coraggioso uomo politico, un convinto meridionalista e un europeo che dialoga su scala mondiale”. “Vogliamo animare una visione della storia – ha detto il presidente della Fondazione Nitti, Stefano Rolando – per capire anche meglio il presente: il suo pensiero ha tre dominanti, la sua terra e le sue radici in Basilicata, ovvero la questione meridionale, la nazione e il rapporto nord-sud, nella visione di un’Europa euro mediterranea”. Per il Rettore dell’Universita’ della Basilicata, e vicepresidente della Fondazione, Aurelia Sole, “il programma e’ molto articolato, e i nostri docenti sono impegnati nello studio del pensiero nittiano”.

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Vittorio Laviano

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