LA TRUPPA DEM A ROMA DA ORFINI

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Al gladiatore Marcello Pittella le quattro zampe del cavallo messogli a disposizione dall’Assemblea regionale del Pd potrebbero servire per correre sì più velocemente, ma verso la disfatta e non verso la vittoria. Il presidente del partito, Matteo Orfini, unitamente al segretario organizzativo nazionale, Gian Pietro Dal Moro, ha convocato a Roma la truppa dei dem lucani al gran completo. Uno e uno solo l’argomento del giorno: «elezioni regionali del 2019».

La convocazione è stata inoltrata in una data non casuale: l’11 dicembre. Lo stesso giorno in cui sono state depositate le motivazioni dei giudici della Quinta sezione della Cassazione inerenti il ricorso presentato da Pittella contro la conferma, da parte del Riesame e risalente al luglio scorso, degli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta Sanitopoli. Sentenza in viaggio da Roma verso Potenza da venerdì. Dati i tempi la nuova decisione del Riesame è prevista per dopo Natale se non proprio per l’anno prossimo. Ad ogni modo non è detto che a Roma letto «l’annullamento con rinvio» della Cassazione abbiano interpretato il fatto come  «un primo passo per il ripristino della verità». Il Pittella bis riprende la corsa verso l’ufficializzazione da Roma. Ma il Pd attuale, a livello nazionale, è in una fase nebulosa tendente alla creazione di nuove forme di vita. A convocare i lucani a Roma, Orfini. Che indipendentemente se sia o meno un renziano in pieno stile Pd è una sorta di facente funzioni. Il partito non ha un segretario nazionale plenipotenziario. Pertanto molto verosimilmente, nonostante Orfini sembri come il suo predecessore Martina, anche lui un facente funzioni, contrario al Pittella bis, l’incontro sarà con ogni probabilità dilatorio. Anche per attendere l’ennesimo sviluppo giudiziario che verrà dal Riesame, dopo quello del Gip che ha confermato il divieto di dimora per Pittella. In una situazione così scivolosa si può immaginare che Orfini raccolga e metta a verbale la posizione dei dem lucani senza sbattere i pugni sul tavolo per una qualsivoglia decisione ultima e risolutoria. Con l’assenza di Lacorazza, unica voce fuori dal coro quella del presidente Santarsiero

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Ferdinando Moliterni

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