È CERTO SARÀ LA CORDATA “SALINI IMPREGILO ~ FINCANTIERI ~ ITALFERR” AD ESEGUIRE I LAVORI CON ARCHISTAR RENZO PIANO SUPERVISORE DEL PROGETTO

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La comunicazione ufficiale Martedì 18 dicembre 2018 con la sottoscrizione del contratto redatto dal Commissario Marco Bucci Sindaco di Genova
Ponte Morandi, Salini-Fincantieri: progetto Renzo Piano, pronto in 12 mesi per oltre 200 milioni di euro

 

L’idea di Marco Bucci: Renzo Piano supervisore del progetto per il nuovo ponte

Il progetto Fincantieri-Salini-Italferr
Tra i piani presentati c’è quello che raggruppa tre grandi aziende che partecipano al bando: Fincantieri (capofila), Salini Impregilo e Italferr.

Queste imprese hanno presentato, in cordata, un progetto e una proposta preliminare. La manifestazione di interesse presentata da Salini Impregilo insieme a Fincantieri per la ricostruzione del Ponte di Genova prevede per l’esecuzione dei lavori in 12 mesi dalla consegna delle aree, lavorando 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, e si basa sull’idea dell’architetto Renzo Piano.

La manifestazione di interesse indica come progettista Italferr, società di ingegneria del Gruppo Fs. Il costo è di oltre 200 milioni.

Salini Impregilo è la società di costruzioni numero uno in Italia. Fincantieri è uno dei leader mondiali della cantieristica navale, e avrebbe il ruolo di produrre le componenti in acciaio per il nuovo ponte, probabilmente nello stabilimento di Genova Sestri Ponente. Italferr (gruppo Fs), infine, è la più grande società di ingegneria italiana.

Fincantieri e Italferr, tra l’altro, sono state indicate, da subito, come possibili interlocutori per l’opera di ricostruzione, dal ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, e da quello dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio.

Giuseppe Bono: spirito di servizio
Così l’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, sul progetto di ricostruzione del ponte di Genova, presentato.
«Noi abbiamo fatto il massimo, lo abbiamo fatto nello spirito di servizio per il
paese. Lo facciamo con orgoglio» e se saremo scelti «ce la metteremo tutta»
«Siamo radicati anche in Liguria facciamo gli scongiuri, ma se qualcosa accade nei territori in cui siamo presenti ci sentiamo in dovere di dare una mano»

È scaduto alle ore 12 di lunedì 26 novembre 2018 il tempo massimo per la presentazione, alla struttura commissariale per la ricostruzione del viadotto Morandi, guidata dal sindaco di Genova Marco Bucci, dei progetti per realizzare un nuovo ponte, in sostituzione di quello crollato il 14 agosto scorso.
Dieci soggetti sono stati invitati dallo stesso commissario Bucci a partecipare al progetto.

Tra quanti hanno manifestato interesse si sono fatti i nomi, di grandi aziende che operano nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture.
Tra questi Salini Impregilo, Fincantieri, Italferr, Rizzani de Eccher, Cimolai, Gruppo Fagioli, Siag, Leonardo, la parmigiana Pizzarotti e la Strabag, azienda austriaca con sede in Italia.

In tempo utile sono state presentate circa una ventina di proposte
Il bando è stato esteso anche ad altre aziende interessate a partecipare all’operazione che hanno presentato al commissario per la ricostruzione, fisicamente o tramite e-mail certificata, un progetto preliminare di fattibilità per il Morandi.
Le proposte, possono riguardare solo la demolizione oppure comprendere anche la ricostruzione dell’infrastruttura o entrambe le operazioni.

Il piano di Autostrade

Tra i piani presentati, peraltro, c’è anche quello di Autostrade per l’Italia, che ha completato un progetto esecutivo per procedere, in nove mesi, all’abbattimento dei tronconi e alla realizzazione di un nuovo ponte.
Questo nonostante il decreto Genova inibisca ad Aspi la possibilità di ricostruire la struttura. Il piano consegnato a Bucci prevede un costo complessivo non superiore a 350 milioni e la consegna dell’opera entro metà settembre, con penali, per i ritardi, di circa 20 milioni al mese.

Il cantiere per la demolizione dei resti del Morandi

Fino a ora, quello che è destinato a diventare il nuovo viadotto della A10, cioè il progetto congiunto proposto dal team Salini Impregilo e Fincantieri, era stato definito ispirato al dono di Renzo Piano, o, per usare la definizione filtrata dallo studio dell’architetto, l’idea di viadotto presentata dalle due società era ritenuta «conforme»
La situazione, però, è destinata a cambiare e la firma di Piano, non presente nei carteggi presentati dai prossimi assegnatari dei lavori, dovrebbe diventare realtà.
O almeno questo è l’intento del commissario per la ricostruzione Marco Bucci, che nei giorni scorsi ha incontrato uno dei principali collaboratori dell’archistar, gettando le basi dell’intesa .
L’idea è includere nel “pacchetto” della ricostruzione un incarico per Piano, che funga da “supervisore architettonico” e diventi quindi ufficialmente il padre del nuovo ponte sul Polcevera.

Aperto il cantiere, al via i lavori

Ieri, intanto, è stato inaugurato il cantiere per la demolizione. Una cerimonia poco più che simbolica, visto che per avviare i lavori sui tronconi, che cominceranno dallo smontaggio del lato ovest del Morandi, bisognerà attendere il dissequestro – anche parziale – dei manufatti da parte del tribunale.

Ponte Morandi: demolizione e ricostruzione | Il 14 dicembre aperto il cantiere

A quattro mesi dal crollo del ponte Morandi, stanno per iniziare i lavori di demolizione di ciò che resta del viadotto, per procedere con la ricostruzione.

 

 

 

 

Il sindaco-commissario Marco Bucci scioglierà il nodo su quale sarà il progetto scelto per ricostruire il ponte.

I favoriti sono Salini-Impregilo e Fincantieri, il cui progetto è conforme a quello di Renzo Piano. Potrebbe essere coinvolta anche un’altra società, Cimolai, che ha presentato 4 progetti, di cui 3 firmati da Santiago Calatrava.

Il cantiere per la demolizione dei monconi del Morandi è stato aperto nella sera del 14 dicembre ed inaugurato oggi. Le prime fasi prevedono il posizionamento delle gru che nei prossimi mesi smonteranno ciò che resta della struttura. I lavori entreranno nel vivo dopo che la magistratura disporrà il dissequestro dell’area, che si attende per lunedì 17 dicembre.

Tra lunedì 17 e martedì 18 il sindaco Bucci firmerà il decreto di ricostruzione.

La demolizione, secondo i piani, durerà 5 mesi. Il primo cittadino ha firmato il 14 dicembre 2018 il decreto sulle procedure di intervento sui resti del Morandi e ha annunciato i nomi delle aziende che si occuperanno di demolirlo. L’appalto è stato affidato a un gruppo di 5 aziende: Fagioli, Fratelli Omini, Vernazza Autogru, Ipe Progetti e Ireos.

Ponte Morandi ricostruzione: i progetti finalisti
Il 26 novembre 2018 era scaduto il termine entro il quale le aziende interessate a partecipare alla costruzione del nuovo ponte Morandi a Genova dovevano esprimere il proprio interesse.
Agli uffici del Comune genovese sono arrivati “più di dieci e meno di venti” progetti, secondo quanto riferito dal sindaco Marco Bucci, che è anche commissario straordinario alla ricostruzione dell’opera, crollata il 14 agosto.

Queste manifestazioni di interesse si dividono in due filoni.
Il primo gruppo di progetti riguarda la demolizione del ponte Morandi, il secondo quello relativo alla sua ricostruzione. Saranno due soggetti diversi, infatti, a occuparsi della demolizione e poi della ricostruzione.

Il piano di Autostrade

Tra i piani presentati, peraltro, c’è anche quello di Autostrade per l’Italia, che ha completato un progetto esecutivo per procedere, in nove mesi, all’abbattimento dei tronconi e alla realizzazione di un nuovo ponte.
Questo nonostante il decreto Genova inibisca ad Aspi la possibilità di ricostruire la struttura. Il piano consegnato a Bucci prevede un costo complessivo non superiore a 350 milioni e la consegna dell’opera entro metà settembre, con penali, per i ritardi, di circa 20 milioni al mese.

Tra i progetti presentati c’erano quello elaborato in collaborazione da Fincantieri (capofila), Salini Impregilo e Italferr, che si basa sul piano del famoso architetto Renzo Piano. Questo progetto prevede un anno di lavori, per un costo di circa 200 milioni di euro.
In lizza per il nuovo ponte anche un altro famoso architetto, lo spagnolo (naturalizzato svizzero) Santiago Calatrava, su cui si basa il progetto dell’azienda friulana Cimolai.

Tra le società in pista ci sarebbe anche la Italiana costruzioni, che ha i suoi quartier generali tra Roma e Milano. Italiana Costruzioni, lo studio di ingegneri e architetti che ha deciso di sfidare archistar del calibro di Renzo Piano e Santiago Calatrava per la ricostruzione del Ponte Morandi. Tra loro anche giovani e giovanissimi.
“Il ponte è tutto in acciaio, perché per costruirlo nell’arco dell’anno dobbiamo farlo così. Prima era in cemento armato”, spiega Vincenzo Costantino.  “Poi viene passata una parte di calcestruzzo. Sull’acciaio si spande poi l’asfalto. I lavori partono a gennaio 2019 e devono finire nell’arco dell’anno. Il nostro studio snello ci permette essere reattivi e poter iniziare il prima possibile. Possiamo essere subito sul campo. Un valore aggiunto rispetto agli altri”, ha proseguito.

Il ponte Morandi da anni al centro di polemiche

Il ponte era soggetto a “manutenzione da tempo e aveva qualche problema”, ha affermato il sottosegretario alle infrastrutture, Edoardo Rixi.
Autostrade per l’Italia ha comunicato che sulla struttura erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione.

I lavori e lo stato del viadotto, informa una nota, erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. Le cause del crollo “saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi”.
“Non mi risulta che il ponte era pericoloso e che andava chiuso. Autostrade per l’Italia ha fatto e continua a fare investimenti”, ha detto l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, intervistato dal Gr1.
L’ingegnere Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato dell’Università di Genova, aveva denunciato problemi strutturali già nel 2016. 

“Il Viadotto Morandi ha presentato fin da subito diversi aspetti problematici, oltre l’aumento dei costi di costruzione preventivati, è necessario ricordare un’erronea valutazione degli effetti differiti (viscosità) del calcestruzzo che ha prodotto un piano viario non orizzontale”, aveva affermato.
Secondo l’ingegnere genovese, il ponte, a causa dei suoi numerosi problemi, aveva un costo di manutenzione talmente esorbitante da risultare più conveniente demolirlo per costruirne uno nuovo.
“Ancora nei primi anni ’80 chi percorreva il viadotto era costretto a fastidiosi alti-e-bassi dovuti a spostamenti differiti delle strutture dell’impalcato diversi da quelli previsti in fase progettuale. Solo ripetute correzioni di livelletta hanno condotto il piano viario nelle attuali accettabili condizioni di semi-orizzontalità”

La storia del ponte Morandi

Il ponte fu costruito tra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua. È noto come “Viadotto Morandi”, o anche  “Ponte delle Condotte” dalla società che lo costruì, e “Ponte di Brooklyn” per la sua forma che ricorda il celebre ponte americano.
Il ponte, a trave strallata, lungo 1.182 metri, con un’altezza al piano stradale di 45 metri e piloni in cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza.
Il ponte fu inaugurato il 4 settembre 1967 dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

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