REALITY NAPOLI: I CAMBI CASACCA MEDIATICI

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Che Fratelli d’Italia in Basilicata stia attraversando un periodo politicamente difficile con una curva del bacino elettorale in tendenza negativa è noto, ma che fermo restando le problematicità venga permesso un cambio di casacca solo sulla carta, accolto tra l’altro come prestigioso, va oltre la logica razionale. Michele Napoli l’ha rifatto. Nell’ultimo anno è già la seconda volta che accade e con lo stesso schema. Il consigliere regionale sta diventando terreno privilegiato per una indagine sugli impieghi retorici degli slogan politici, nonchè delle conferenze stampa che sanciscono, almeno mediaticamente, il passaggio da un partito all’altro. Lo ha fatto nel febbraio scorso, quando in un gremito Hotel San Domenico a Matera si è ufficialmente presentato ai nuovi “colleghi” di Noi con l’Italia e ad accoglierlo c’era il leader nazionale Fitto. Pochi mesi fa, era il 25 settembre scorso, a Roma è andato in scena l’evento fotocopia. Ennesimo cambio di casacca del consigliere Napoli, ormai sempre più lontano, da Forza Italia, forse. Perchè in Consiglio regionale Napoli è il capogruppo dei forzisti da più di quattro anni. Gli ingredienti primari della ricetta Napoli sono conferenza stampa e leader nazionale. Così a Roma Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia ha accolto tra le fila del partito il “nuovo” consigliere regionale di Fratelli d’Italia. Per di più Napoli voleva essere il candidato governatore di Fratelli d’Italia. È come però se il suo nome fosse stato scritto a matita. Napoli in Consiglio ha tutt’altro che strappato la tessera di Forza Italia tanto che continuando ad esserne il capogruppo detiene anche la gestione dei fondi destinati per le attività politiche del partito. Questo e altri dettagli alimentano il focolare dei malumori che interessano, per esempio, il dirigente nazionale del partito della Meloni, Donato Ramunno, e Pio Belmonte. All’appello manca la Lega, chissà se in futuro Napoli si farà un giro anche sul Carroccio, conferenza stampa e Salvini permettendo

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Ferdinando Moliterni

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