OMICIDIO GIANNA DEL GAUDIO, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: ANTONIO TIZZANI HA UCCISO SUA MOGLIE GIANNA DEL GAUDIO E NON C’E’ SPAZIO PER IPOTESI ALTERNATIVE

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La signora Gianna Del Gaudio, 63 anni, è stata uccisa nella notte tra il 26 ed il 27 agosto 2016 da un unico fendente sferratole alla gola.
La criminologa Ursula Franco, dal settembre 2016 a oggi, si è pubblicamente espressa in merito alla colpevolezza del marito, l’abbiamo sentita proprio all’indomani della richiesta della procura di Bergamo di rinvio a giudizio per Antonio Tizzani, unico indagato per questo delitto.

 

 

– Dottoressa Franco, chi ha ucciso Gianna Del Gaudio?
Suo marito, Antonio Tizzani, e non c’è spazio per ipotesi alternative.
– Ci può riassumere i motivi per i quali ritiene che non ci sia spazio per ipotesi alternative?
I vicini di casa hanno dichiarato di aver sentito litigare i due coniugi poco prima dell’omicidio, pertanto possiamo non solo inferire che la coltellata mortale sia stata l’atto finale di un confronto tra la Del Gaudio e Tizzani ma anche escludere che un soggetto terzo sia penetrato in casa loro, le urla infatti avrebbero rappresentato un deterrente. I vicini hanno poi riferito che, dopo l’omicidio, Tizzani imprecò ma non chiese aiuto. I vicini lo sentirono urlare “Paolo, Paolo”, “Dio, Dio, Dio!” e “Ti ho visto! Ti ho visto!”, queste sue ultime parole rappresentavano già un tentativo di attribuire il reato ad un fantomatico ladro assassino. Subito dopo aver ucciso sua moglie, Tizzani iniziò a falsificare e poiché non è semplice vestire gli abiti dell’innocente dopo aver ucciso qualcuno, non chiese aiuto per sua moglie ma pensò semplicemente a costruirsi una linea difensiva. Lo stesso accade nelle telefonate di soccorso, chi chiama dopo aver commesso un omicidio ha una priorità: apparire innocente e non chiedere aiuto.
– Secondo lei c’è stato un ritardo nella richiesta d’aiuto e se sì, a cosa è ascrivibile?
Certamente, Tizzani ha accoltellato sua moglie intorno alla mezzanotte, la telefonata al 118 è delle 00.43. Il ritardo è dovuto al fatto che Antonio Tizzani, dopo aver ucciso sua moglie, si lavò le mani nel lavandino del bagno, dove i RIS hanno repertato il sangue della vittima e poi mise il taglierino nel sacchetto delle mozzarelle e lo nascose in una siepe poco distante. Un estraneo non si sarebbe intrattenuto in casa Tizzani per lavarsi le mani dopo aver ucciso la Del Gaudio, in specie in presenza del marito, e nessun assalitore estraneo a quella casa avrebbe mai lasciato l’arma del delitto a pochi metri dalla scena del crimine ma l’avrebbe condotta con sé per disfarsene il più lontano possibile.
– Dottoressa Franco, secondo lei Tizzani è un soggetto pericoloso?
Secondo me Tizzani dovrebbe stare in carcere avendo già mostrato di essere capace di uccidere per futili motivi. Aggiungo che ho provato un certo imbarazzo per la procura quando, durante un’intervista, ho sentito il signor Tizzani ripetere almeno 4 volte di essere pronto a fare una strage. Il fatto che abbia minacciato di fare una strage mentre si trovava sotto i riflettori per essere l’unico indagato per l’omicidio di sua moglie, ce la dice lunga sul suo stato psichico.
– Dove ha sbagliato Tizzani?
Naturalmente il suo errore imperdonabile è stato uccidere sua moglie. In seguito all’omicidio ha rilasciato un’infinità di dichiarazioni incriminanti ai giornalisti. Ha mutuato dalla nuora la storia dell’incappucciato, una storia che si è rivelata un boomerang. La nuora di Tizzani infatti, nei giorni precedenti all’omicidio, si era lamentata con il marito del fatto che di notte un uomo incappucciato le suonasse il campanello, una storia rivelatasi falsa dopo il delitto ma ben nota a Tizzani che credeva fosse vera e alla quale si ispirò dopo aver commesso l’omicidio. Ha dichiarato di non aver mai posseduto il taglierino con cui ha ucciso sua moglie e sul quale è stato trovato il suo DNA. Ha ammesso di aver commesso l’omicidio quando ha detto ad una giornalista: “Ma io… ma… ma quando dico che so’ innocente, non l’ho fatto una cosa simile, non potevo fare una cosa… non potevo fare male a mia moglie, perché u male… FACENDO QUEL MALE A MIA MOGLIE, L’HO FATTO A ME STESSO… quindi a chi facevo male? A me stesso? A me stesso facevo male?”
– Qual è il terreno di coltura in cui è maturato l’omicidio?
Tensioni familiari che duravano da anni e che si sono esacerbate quando i due coniugi sono andati in pensione. I pensionamenti sono infatti spesso causa di fratture dell’equilibrio familiare per la necessità di ristabilire i compiti dei coniugi e per il maggior tempo condiviso.

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