IL MELFI DEI PRIMATI

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Continua a fare molto sul serio il Melfi del tecnico argentino Mariano Astudillo sempre più primo in classifica nel campionato regionale di Eccellenza. I gialloverdi hanno imposto al torneo un ritmo impressionante. Su tredici partite fin qui disputate sono stati solo due i pareggi e ben undici le vittorie conseguite. Con 46 reti all’attivo la squadra del tandem Bongermino Saurino possiede di gran lunga il migliore attacco del torneo con una media di oltre tre gol a partita. Questo ritmo impressionante ha per ora piegato la resistenza del Lavello che insegue a tre punti di distanza in classifica. Il nuovo Melfi targato “famiglia Carriero”, insomma, non è più una sorpresa del campionato ma ogni domenica che passa diventa sempre più la squadra da battere. Il medito di questo exploit, che in pochi pronosticavano la scorsa estate, è certamente di un tecnico serio e preparato, di uno spogliatoio granitico e di una società che sta svolgendo un lavoro impeccabile. Donato ed il figlio Davide, atellani, hanno dedicato e stanno dedicando molto del loro tempo alla costruzione di un progetto vincente. La squadra appare davvero ben assortita e la scelta di affidarne le redini ad Astudillo si sta rivelando una grande intuizione. Da qualche domenica allo stadio si vede anche un procuratore intelligente e capace quale è Giuseppe Scotti. La presenza del giovane talent scout campano potrebbe significare che altri tasselli saranno presto messi a disposizione del tecnico argentino. Si completerebbe così un mosaico che ha tutto per rivelarsi vincente e regalare un piccolo grande sogno alla città chiamato serie D. Rimane un rammarico, anzi due. Imprenditori locali disponibili ad aiutare Carriero non se ne vedono. Il pubblico allo stadio, in un inverno che non è stato nemmeno fin qui particolarmente rigido, è davvero poco. Si tratta di una disaffezione davvero poco comprensibile. A questo punto onore ai cento ragazzi della curva che stanno seguendo tutte le partite del Melfi con una passione a tratti commovente. Meglio pochi ma buoni verrebbe voglia di scrivere ma alla dine sarebbe meglio tanti e calorosi. I ragazzi di Astudillo e la famiglia Carriero meritano di più

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Vittorio Laviano

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