MELFI, SMERCIO AUTO: I SAPIO IN CARCERE

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Aumentavano il chilometraggio di auto nuove acquistate all’estero per poi rivenderle come usate ed evadere l’Iva a margine. Un traffico di automobili sull’asse Germania – Basilicata è finito nel mirino della Procura di Potenza. In carcere sono finiti i fratelli Sabino e Lorenzo Sapio. Il Gip del capoluogo ha inoltre disposto gli arresti domiciliari per Giorgina Carmela Chincoli, Raffaele Volgare, Arcangelo Tauriello, Matilde Anna Calandrelli e Luigi Sorrentino. Divieto di dimora a Melfi e Rionero per Antonio Diano e Alfonso Damiano. La Polizia ha inoltre sequestrato beni, tra cui una Porche e vari rolex, riconducibili a più rivendite auto e moto del Vulture Melfese, per 212mila euro. I reati contestati sono intestazione fittizia di beni e false fatturazioni per operazioni inesistenti. I fratelli Sapio sono già sotto processo per l’operazione del 2104 denominata Oscar. Per la Procura  avevano intestato ad una serie di prestanome le loro rilevanti attività economiche. Ciò all’evidente scopo di sottrarre beni ed aziende a sequestri. In più si sono avvalsi della collaborazione di una parente, Matilde Anna Calandrelli, che da dipendente infedele della Banca Bcc di Gaudiano e Lavello, che occultava la provenienza delittuosa del denaro e eseguiva materialmente bonifici, prelievi, giroconti ed altre operazioni bancarie, tese a conferire gli utili e i ricavi della società agli stessi fratelli Sapio. Lo scorso gennaio proprio Lorenzo Sapio era andato di persona all’Agenzia delle Entrate di Melfi per minacciare di morte il direttore al fine di costringerlo ad agevolarlo nelle pratiche di immatricolazione di autoveicoli acquistati all’estero pur a fronte delle molteplici irregolarità amministrative riscontrate.

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Ferdinando Moliterni

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