L’IMPORTANZA DI USARE LE PAROLE GIUSTE

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La rappresentazione della donna nel linguaggio, presenta ancora diverse problematiche, divenendo specchio del divario di genere presente nella società. In tal senso, nella lingua italiana vi sono ancora forti resistenze di tipo culturale, e non linguistico, nell’utilizzare la forma femminile di alcuni termini, specie nel contesto politico ed economico: al posto di direttrice, ingegnera, notaia, si preferisce utilizzare la rispettiva forma maschile. Le conseguenze di tale scelta possono far incorrere in equivoci a svantaggio della chiarezza comunicativa. Per questo motivo si è tenuto a Potenza, nella Sala B del palazzo del Consiglio Regionale, una giornata formativa interamente dedicata al complesso, e quanto mai attuale, tema del linguaggio di genere. Un incontro fortemente voluto dalla Consigliera regionale di Parità, Ivana Pipponzi. La giornata è stata divisa in due momenti. . La sessione mattutina dedicata esclusivamente ai giornalisti lucani, con il modulo formativo “Il Manifesto di Venezia: linguaggio di genere e Deontologia professionale”.

Dove è stato analizzato il linguaggio giornalistico attraverso lo studio dei casi ed articoli apparsi su testate locali e nazionali, con riferimento al linguaggio di genere e all’applicazione del Manifesto di Venezia, come riferimento deontologico della professione giornalistica.

La sessione pomeridiana, aperta al pubblico, si è concentrata su u. seminario di studi “Il linguaggio (de)genere: le parole tra azioni e tutele per la parità”, ove è stata operata un’attenta disamina di tutte le proiezioni – giornalistico, linguistico, giuridico e psicologico – del macrosistema relativo al linguaggio di genere, per il tramite di professionisti qualificati.

Relatrici d’eccezione – per entrambe le sessioni –  la consigliera nazionale di Parità, Francesca Bagni Cipriani, che ascoltiamo ai nostri microfoni 

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Maria Fedota

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